Arrestato consulente pm Favoriva i boss della piana di Gioia Tauro

Proprio l’esperienza maturata in tanti anni ha insegnato al CROCITTA che spesso alcuni passaggi delle conversazioni tra presenti registrate dalla Polizia Giudiziaria potevano non essere particolarmente chiari, per molteplici ragioni (cattiva qualità della microspia, cautele adottate dai conversanti, rumori di fondo, etc.) e, pertanto, potevano offrire lo spazio a trascrizioni aventi un contenuto diverso rispetto a quelle eseguite dagli organi inquirenti. Il modus operandi utilizzato dal CROCITTA e svelato dagli Uffici procedenti era particolarmente raffinato ed iniziava con la “scelta” dei passaggi della conversazione che potevano concedere qualche spazio ad una diversa valutazione, individuando successivamente, all’interno di quei passaggi, “le battute-chiave” dei dialoganti che danneggiavano, in modo particolare, la posizione dell’indagato che risultava essere, in tutti i casi, il soggetto che aveva conferito l’incarico.

A quel punto il consulente operava una trascrizione diversa facendo affidamento sul fatto che, se in futuro ne fosse stata dimostrata la falsità, si sarebbe potuto giustificare che si trattava di “valutazioni”, essendo ben difficile provare che il consulente avesse trascritto dolosamente il falso.
Le indagini svoltesi, pertanto, nel delicatissimo contesto di processi di mafia nei quali le intercettazioni telefoniche e, soprattutto, ambientali costituiscono da tempo uno dei principali strumenti investigativi hanno permesso di documentare che per la ‘ndrangheta aveva assunto notevole importanza il poter fare affidamento su un soggetto di riconosciuta competenza e accreditato all’interno del Tribunale di Palmi, quale CROCITTA Roberto, il quale per poche centinaia di euro era disposto a redigere relazioni di consulenza nelle quali attestare falsamente che la trascrizione della P.G. era inesatta.

Tale assunto è comprovato dall’analisi delle consulenze effettuate dal CROCITTA in un arco temporale di circa cinque mesi e redatte nell’interesse di soggetti appartenenti a tre fra le più temibili cosche dell’articolazione territoriale della ‘ndrangheta operante nel mandamento tirrenico: i GALLICO (consulenza redatta nell’interesse dell’indagato DINARO Antonio), i PESCE (consulenza redatta nell’interesse dell’indagato PESCE Francesco, cl. 87) ed i BELLOCCO (consulenza redatta nell’interesse dell’indagato BELLOCCO Domenico, cl. 87).
Le tre consulenze presentano varie analogie poiché i soggetti nell’interesse dei quali venivano redatte (DINARO Antonio, PESCE Francesco cl. 87, BELLOCCO Domenico, cl. 87) erano tutti detenuti in forza di provvedimenti che si fondavano sulle conversazioni oggetto di consulenza ed, inoltre, le trascrizioni del CROCITTA erano oggettivamente false ovvero non conformi alle rispettive “tracce audio” oggetto di incarico e, comunque, riguardavano passaggi di fondamentale importanza, nell’interesse dell’indagato, quali elementi individualizzanti univoci a carico dello stesso e del suo inserimento nella cosca mafiosa.
Pertanto il locale G.i.p., su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha accolto integralmente le investigazioni di questa Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. di Palmi, ha contestato al consulente tecnico CROCITTA le seguenti imputazioni:

 

 

 

 

 

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