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DIA ” Operazione Topa”. sequestrati beni per 5 mln a cosca di Seminara


Gia’ dal 1959 gli veniva irrogata dal Questore di Reggio Calabria la prima diffida a tenere una buona condotta, a cui ne seguiva subito un’altra nel 1962 mentre l’anno successivo il Tribunale di Reggio Calabria lo sottoponeva a 2 anni di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Monteroduni. E ancora, nel 1971 il Tribunale di Reggio Calabria gli applicava la sorveglianza speciale per la durata di due anni con obbligo di soggiorno nel comune di Lampedusa,isola di Linosa. Nel novembre 2010 il Tribunale reggino irrogava al Gioffre’ una ennesima misura di sorveglianza speciale per la durata di 5 anni con l’obbligo di soggiorno che non veniva scontata essendo deceduto nel carcere di Messina dove stava espiando una pena di 7 anni di reclusione per associazione di stampo mafioso ed altro.
La Sez. Mis. di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria evidenziava nel provvedimento infliggente l’ultima misura personale del 2010, che alla luce dei fatti emersi dalle due operazioni di polizia giudiziaria condotte entrambe dall’Arma dei Carabinieri, che Gioffre’ fosse individuo socialmente pericoloso in quanto gravemente indiziato di essere a capo dell’omonimo gruppo mafioso.
In una delle due operazioni il Gioffre’ risultava essere l’organizzatore di una serie di attivita’ volte a condizionare la competizione elettorale per l’elezione a sindaco del comune di Seminara al fine di trarne vantaggi economici per la cosca di appartenenza.
Inoltre Gioffre’ partecipava – in qualita’ di mediatore tra i gruppi contrapposti della faida di San Luca, quello dei Pelle-Vottari e quello dei Nirta-Strangio – al summit di ‘ndrangheta tenutosi il 13 settembre 2007 a Polsi, come referente di Seminara.
Le condanne inflitte sono state successivamente confermate nell’aprile dello scorso anno in sede di giudizio d’Appello. Nell’ altra operazione, le indagini, coordinate dalla Dda di Reggio Calabria, avevano altresi’ aperto uno squarcio sulla faida di Seminara. Il Gioffre’ a seguito del tentato omicidio di un appartenente alla propria cosca convocava una riunione dei suoi sodali per pianificare una violenta reazione nei confronti della cosca rivale. Dalle indagini patrimoniali, delegate dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria, sulla scorta di laboriosi accertamenti sviluppati dal Centro Operativo D.I.A. di Reggio Calabria e’ stata accertata l’esistenza in capo al Gioffre’ ed ai suoi familiari e conviventi di una sproporzione tra i redditi dichiarati ed il patrimonio posseduto.

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