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Gioia Tauro Porto Sequestrata merce contraffatta dagli Emirati Arabi

La merce, destinata in Albania, è stata sottoposta ad accertamenti da parte dei tecnici delle società titolari dei marchi, i che hanno confermato che i prodotti recavano un marchio illecitamente riprodotto. Complessivamente sono stati sottoposti a sequestro oltre 150.000 prodotti contraffatti, tra i quali pupazzi, zaini per la scuola, cuscini, orologi, borsellini recanti il marchio di note case produttrici di giocattoli ed altri articoli per bambini. L’attività svolta dai funzionari della Dogana di Gioia Tauro e dai finanzieri ha evitato che la merce in questione, potenzialmente priva anche dei requisiti di sicurezza previsti dalle normative vigenti, potesse finire sul mercato, con possibili conseguenze pregiudizievoli per i consumatori finali, nello specifico bambini. I funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Gioia Tauro, con la collaborazione dei finanzieri del gruppo della Guardia di Finanza di Gioia Tauro, hanno sequestrato tre container provenienti dagli Emirati Arabi carichi di merce contraffatta. L’operazione, condotta dalla Procura della Repubblica di Palmi, ha consentito, dopo una serie di incroci documentali e meticolosi controlli eseguiti su numerosi container in transito presso il porto di Gioia Tauro, l’individuazione del carico illecito occultato in tre contenitori imbarcati nel porto arabo di Jebel Ali. La merce, destinata in Albania, è stata sottoposta ad accertamenti da parte dei tecnici delle società titolari dei marchi, i che hanno confermato che i prodotti recavano un marchio illecitamente riprodotto. Complessivamente sono stati sottoposti a sequestro oltre 150.000 prodotti contraffatti, tra i quali pupazzi, zaini per la scuola, cuscini, orologi, borsellini recanti il marchio di note case produttrici di giocattoli ed altri articoli per bambini. L’attività svolta dai funzionari della Dogana di Gioia Tauro e dai finanzieri ha evitato che la merce in questione, potenzialmente priva anche dei requisiti di sicurezza previsti dalle normative vigenti, potesse finire sul mercato, con possibili conseguenze pregiudizievoli per i consumatori finali, nello specifico bambini.

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