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Intimidazioni a Raspa e Muià. Pedà: « lacerante ferita che viene inferta alla Calabria delle persone per bene».

2 luglio – Riceviamo e pubblichiamo  Gli ultimi gravissimi atti intimidatori contro il consigliere comunale di Monasterace, Clelia Raspa e contro l’assessore di Polistena, Domenico Muià, sono l’ennesima lacerante ferita che viene inferta alla Calabria delle persone per bene, che non ha intenzione di piegarsi alla logica della violenza e della criminalità.

A Raspa, a Muià e a tutte le persone che hanno scelto di continuare a lottare nella nostra regione va la mia solidarietà e quella del Popolo della libertà.

Episodi gravi come quelli accaduti in questi giorni non devono passare sotto silenzio, non possono diventare “normali”.

E’ necessario che l’intera classe politica, senza alcuna distinzione, il mondo della cultura, quello delle imprese, le organizzazioni sindacali e tutta la società calabrese facciano fronte comune.

Gli amministratori, i dirigenti, gli imprenditori e tutti i cittadini che hanno deciso di combattere per l’affermazione di una Calabria libera dalla ndrangheta, non devono restare soli ma devono sentire forte l’affetto e la protezione di tutti i calabresi.

Il lavoro svolto dalle forze dell’ordine e dalla magistratura è prezioso e necessario, ma per essere completamente efficace deve essere sostenuto con vigore dalla parte sana della nostra comunità, costituita dalla stragrande maggioranza dei cittadini calabresi.

Certo che su questi temi non possano esistere divisioni o differenziazioni,  ribadisco la volontà di fare fronte comune con tutti i partiti, indipendentemente dallo schieramento politico e dichiaro la mia disponibilità e quella del Pdl, a intraprendere tutte le iniziative possibili per stare vicino a chi viene minacciato e per dimostrare che la vera Calabria è quella che resiste, che lotta e che crede nel cambiamento.

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