Laureana di Borrello. Sit in di protesta per la chiusura carcere

L’istituto Daga accoglieva giovani detenuti dai 18 ai 38 anni che avevano commesso il loro primo reato e che si impegnavano a non delinquere piu’ e a trascorrere la loro custodia in carcere impegnati in attivita’ lavorative di recupero per essere reimmessi nella societa’ civile con pieno titolo. ”Quella scommessa – hanno detto gli organizzatori del sit-in – adesso sta per rivelarsi un’illusione per tantissimi giovani detenuti”. Sullo stesso argomento interviene la Funzione pubblica della Cisl secondo cui ”il carcere di Laureana di Borrello rappresenta un’eccezione al drammatico ed atavico scenario degli istituti di reclusione del nostro paese, caratterizzato da sovraffollamento e da servizi medievali. Il carcere di Laureana, istituto di recente costruzione, grazie all’applicazione, al sacrificio, all’abnegazione degli operatori civili e della polizia penitenziaria, alla competenza e lungimiranza della dirigente, Angela Marcello, e’ riuscito ad ottemperare in modo ottimale al dettato costituzionale, favorendo cosi’ il reinserimento nel circolo socio produttivo di tanti detenuti, in particolare giovani. Un’eccellenza di cui andar fieri e da additare ad esempio”. ”La realta’, pero’ – sostiene ancora la Cisl – supera l’immaginazione. E cosi’, sacrificata sull’altare di una presunta ottimizzazione delle risorse umane, questa positiva esperienza finisce col chiudere bottega e spegnere speranze. La carenza di personale penitenziario nelle altre strutture detentive della Calabria sarebbe alla base di questa incredibile, singolare ed invereconda decisione. Adottata, peraltro, senza alcun preventivo confronto, in modo particolare, con i sindacati. I detenuti e gli operatori penitenziari non sono pero’ dei pacchi che possono essere trasferiti a piacimento. Chiediamo al Prefetto la sospensione dell’efficacia del provvedimento di chiusura”.

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