‘Ndrangheta: operazione contro cosca Giampa’

Al vertice, inoltre, c’era una «cupola» composta da cinque elementi, quattro dei quali già in carcere. Nel blitz sono finite anche diverse donne. Secondo gli inquirenti, avevano il ruolo di «portaordini» dei capi detenuti che, grazie ai colloqui avuti con esse in carcere, facevano arrivare all’esterno i messaggi destinati agli accoliti. All’esecuzione dei provvedimenti hanno preso parte 100 carabinieri, 60 finanzieri e 160 agenti di polizia. Numerose le perquisizioni eseguite contestualmente agli arresti. Per le 11 a Catanzaro, in prefettura, è prevista una conferenza stampa degli inquirenti. Ci sono diverse donne fra le persone raggiunte stamani dalle 36 ordinanze di custodia cautelare (34 delle quali eseguite) emesse dalla Dda di Catanzaro a carico di altrettante persone indicate come appartenenti, a vario titolo, al clan mafioso Giampà di Lamezia Terme. Secondo gli inquirenti, avevano il ruolo di «portaordini» dei capi detenuti che, grazie ai colloqui avuti con esse in carcere, facevano arrivare all’esterno i messaggi destinati agli accoliti. All’esecuzione dei provvedimenti hanno preso parte 100 carabinieri, 60 finanzieri e 160 agenti di polizia. Numerose le perquisizioni eseguite contestualmente agli arresti. Per le 11 a Catanzaro, in prefettura, è prevista una conferenza stampa degli inquirenti.

 

IL RUOLO DEL CARABINIERE. Il militare finito in carcere prestava servizio nella Compagnia di Lamezia ed è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo l’accusa avrebbe passato agli affiliati alla cosca notizia sulle indagini condotte dai suoi colleghi che hanno portato all’emissione delle ordinanze di custodia cautelare. .(ANSA).

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