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Operazione “Magneto” 6 arresti a Tropea per furto di energia elettrica

I quattro, mediante l’apposizione di diffusori magnetici in prossimità dei contatori, avrebbero alterato, secondo i militari dell’Arma, la misurazione del consumo di energia elettrica “con ingiusto profitto e conseguente danno” cagionato alla società fornitrice, e che ammonterebbe ad una percentuale variabile dal47% al 95% rispetto a quanto realmente consumato.

Il blitz è scattato alle ore 9,30. Circa 40 persone, tra militari e tecnici E.N.E.L., tutti in abiti civili, hanno avviato i controlli in tanti esercizi commerciali: macellerie, bar, alimentari (con grossi consumi di corrente elettrica stimati in oltre i 1000 euro al mese). Sono state controllate, nel complesso, circa 60 attività ed immediatamente sono stati sorpresi i soggetti che avevano apposto il magnete sul contatore. In uno di questi addirittura la calamita di elevatissima potenza era stata occultata in un profumatore per ambiente.Dopo la prima fase di controllo è scattata la verifica per il calcolo dell’incidenza del magnete sulla rilevazione del consumo di corrente elettrica. In un caso l’incidenza era del 47 % rispetto al consumo, in altri tre addirittura del 95%.

Nel corso del servizio i carabinieri hanno ricevuto anche attestati di apprezzamento da parte dei circa 55 esercenti nei cui confronti il controllo ha avuto esito negativo e che hanno visto ricompensata la loro correttezza ed il loro rispetto delle regole.

Nel corso dello stesso servizio sono stati inoltre tratti in arresto, in quanto ritenuti responsabili del reato difurto aggravato di energia elettrica, i fratelli Antonio Saragò, 32enne di Tropea e Francesco Saragò,28enne di Tropea. I militari hanno accertato che gli questi avrebbero realizzato illecitamente, “con violenza sulle cose”, allacci dalla propria attività commerciale alla rete elettrica pubblica mediante un ingegnoso meccanismo mirato ad eludere l’attività di controllo e a garantire un minimo consumo che non avrebbe dovuto destare sospetti. Il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro.

Gli arrestati, esperite le formalità di rito, sono stati tradotti presso le proprie abitazioni in regime degli arresti domiciliari, così come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

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