“OPERAZIONE “TERRA BRUCIATA” tre arresti

nonostante gli innumerevoli attacchi subiti da plurime attività giudiziarie, risulti ancora oggi particolarmente attiva sul territorio di questo comune. L’attività investigativa ha consentito di riconfermare che, il capo indiscusso di tale organizzazione criminale oggi, a seguito del decesso del fratello Domenico inteso “Mico”, è Pasquale LIBRI, conformemente alle risultanze ottenute nei processi “TESTAMENTO” e “META”. Si è, inoltre, acclarato come la cosca continui ad esercitare il proprio potere criminale taglieggiando gli imprenditori edili impiegati nella realizzazione di lavori sia pubblici che privati.


Significativi sono risultati gli elementi indiziari raccolti che hanno dimostrato come l’anziano boss Pasquale LIBRI, dopo essere stato scarcerato per asseriti motivi di salute e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, anche presso strutture sanitarie, abbia continuato indisturbato a dirigere la propria organizzazione criminale impartendo disposizioni ai sodali Claudio BIANCHETTIAntonino SINICROPI e indicando loro le attività criminali da compiere. Indizi che hanno certificato la notevole caratura criminale dei tre che sono risultati capaci di apportare un considerevole contributo alla sussistenza della cosca, estrinsecando una condotta attiva nella consapevolezza di agire nell’interesse dell’organizzazione mafiosa. L’attività investigativa ha dimostrato come Pasquale LIBRI, nella qualità di ideatore e mandante, Claudio BIANCHETTI e Antonino SINICROPI, quali emissari del primo, mediante la minaccia derivante dalla forza di intimidazione dovuta alla loro appartenenza alla ‘ndrangheta ed in particolare alla cosca LIBRI, nonché mediante una serie di minacce dirette, quali avvicinamenti ed intimidazioni anonime ed atti di sabotaggio dell’attività lavorativa, abbiano vessato un imprenditore edile operante nel quartiere Condera di Reggio Calabria, tentando di indurlo alla consegna di 50.000 Euro, dapprima facendo intendere all’imprenditore che si trattava di un “semplice” prestito e successivamente esplicitando in più occasioni che si trattava di un’imposizione a titolo di “pizzo”. “Non pensare nemmeno di presentarti la prossima volta con una cifra irrisoria tipo 10.000 euro. Devono essere 50.000” è quanto avrebbero riferito durante uno degli ultimi incontri all’imprenditore.
L’efficacia delle indagini impediva che la condotta delittuosa fosse portata a compimento per la tempestiva individuazione degli autori, che induceva anche la vittima a denunziare i suoi aguzzini. I risultati ottenuti appaiono apprezzabili in quanto sono risultati speculari alle risultanze emerse dalla c.d. indagine “COSMOS” in cui rimanevano coinvolti LIBRI Pasquale, BIANCHETTI Claudio e SINICROPI Antonino, già nel febbraio 2012, in quanto ritenuti responsabili del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso in pregiudizio della impresa “BENTINI”, impegnata nei lavori di realizzazione del “nuovo palazzo di giustizia”. I tre avevano imposto l’assunzione di maestranze, forniture di beni e servizi necessari per l’espletamento dei lavori, tra cui quello della ristorazione.
Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati associati presso la Casa di Reclusione di Reggio Calabria.