Reggio Calabria, arrestato il latitante Luppino Francesco e 5 complici

Corsaro Mimma cl 1974

Corsaro Mimma cl 1974

Trimarchi Domenico  cl 1991

Trimarchi Domenico cl 1991

Curatola Francesco cl 1959

Curatola Francesco cl 1959

Curatola Rosy cl 1996

Curatola Rosy cl 1996

Laurendi Antonino cl 1996

Laurendi Antonino cl 1996

 

I Carabinieri hanno assicurato alla Giustizia pericoloso latitante ricercato dal 2013, per omicidio, tentato omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco. Durante l’operazione sono stati arrestati anche suoi cinque favoreggiatori.

 

 

Si sono concluse positivamente, in Reggio Calabria (RC), località Catona, le indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Palmi, coadiuvati da personale dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori “Calabria”, che ieri notte, all’esito di prolungata attività di indagine, hanno arrestato il latitante LUPPINO Francesco, classe 1979, nato a Gioia Tauro (RC) e residente a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC),  ritenuto responsabile di omicidio, tentato omicidio in concorso, detenzione e porto illegale di arma da fuoco.

 

  • LUPPINO Francesco è destinatario dell’Ordinanza di Applicazione di Misura Cautelare emessa dal Tribunale di Palmi (RC) – Sezione GIP/GUP il 06.09.2013 ed è ritenuto responsabile unitamente ad altri dell’omicidio di ARIMARE Giuseppe classe 1952 ed al ferimento di PRINCI Bernardo classe 1974, avvenuto in Sant’Eufemia d’Aspromonte il 02/09/2013.

 

armiLe indagini, durate quasi un anno e mezzo hanno comportato un notevole dispendio d’energie ed impiego di uomini e sono state condotte sia con mezzi tecnologici, quali intercettazioni telefoniche ed ambientali, pedinamenti elettronici a mezzo di localizzatori,  sia con mezzi d’indagine di tipo tradizionale, quali appiattamenti, osservazioni e pedinamenti, il tutto unito da acume investigativo, determinazione e motivazione, hanno portato ad individuare una zona dove i favoreggiatori del latitante  si sono recati diverse volte.

Visti i risultati raggiunti, si è deciso di finalizzare le esperite indagini, collocando aliquote di personale dell’Arma, con il compito di osservare l’obbiettivo individuato.

Dopo alcuni giorni d’osservazione,  durante la decorsa notte, i Carabinieri hanno notato un’autovettura in uso ad uno dei fiancheggiatori del LUPPINO che si parcheggiava in una strada poco distante. Dalla predetta autovettura uscivano due uomini che entravano all’interno di una delle abitazioni già considerata quale possibile rifugio del LUPPINO.

I militari hanno quindi circondato l’abitazione e, una volta approntato il dispositivo di sicurezza, alle ore 22.30 un’aliquota ha fatto irruzione nell’abitazione.

Durante l’irruzione alcuni degli occupanti ed il LUPPINO hanno tentato di darsi a repentina fuga, senza però riuscirci poiché prontamente bloccati dai militari che avevano provveduto a cinturare l’intera zona.

All’interno dell’abitazione, sono stati identificati Trimarchi Domenico classe 1991 e Laurendi Antonino classe 1996, entrambi parenti del LUPPINO, Corsaro Mimma classe 1974, Curatola Rosy classe 1996, Curatola Francesco classe 1959, utilizzatori dell’immobile in questione.

I cinque soggetti hanno fornito appoggio, sia fisico che materiale al LUPPINO, tanto che, grazie al loro aiuto, è riuscito ad eludere le indagini volte alla sua cattura, condotte dalla Compagnia Carabinieri di Palmi in sinergia con la Procura della Repubblica di Palmi, coordinate dal Procuratore dott. Emanuele Crescenti e dal Sostituto Procuratore dott. Francesco Ponzetta.

Nel prosieguo dell’operazione, durante la perquisizione domiciliare, sono state rinvenute e sequestrate le seguenti armi e munizioni, riconducibili al Curatola Francesco:

  • n.1 fucile sovrapposto cal.12 privo di marca e matricola;
  • n.50 cartucce per fucile cal.12;
  • n.1 pistola semiautomatica cal.7.65 marca “Regina” con matricola abrasa munita di caricatore;
  • n.25 cartucce cal.7.65;
  • n.1 carabina ad aria compressa marca Gamo.

 

Laurendi Antonino, Trimarchi Domenico, Corsaro Mimma e Curatola Rosy sono stati sottoposti alla detenzione domiciliare presso le rispettive abitazioni, mentre Luppino Francesco e Curatola Francesco sono stati associati presso la casa circondariale di Reggio Calabria (RC).