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Rosarno All Inside 3 ”Se non ho il figlio difindutu divento la prima pentita di Rosarno”

 

Le due consorterie principali, i Pesce ed i Bellocco, per i carabinieri e la Dda, costituiscano tuttora i poli intorno ai quali gravitano altre cosche collegate da legami di parentela e da cointeressenze affaristiche. Poli non contrapposti ma baricentro di interessi che si sono adoperati anche per evitare fratture intervenendo per ricomporre gli attriti tra le cosche satelliti. Ed in questo contesto, i Pesce, per l’accusa, sono stati i principali artefici delle azioni di fuoco subite dagli Ascone.

”Quella di oggi – ha detto il procuratore di Reggio Federico Cafiero De Raho incontrando i giornalisti – e’ un’inchiesta rilevante cosi’ come sono state importanti All inside 1 e 2 non solo per il numero di misure cautelari ma anche per le condanne che sono seguite con il riconoscimento della fondatezza delle conclusioni investigative”. ”La famiglia Ascone – ha detto il procuratore aggiunto Michele Prestipino – vengono considerate minori, ma non lo sono affatto dal punto di vista criminale. Questo lavoro ci ha permesso di ricostruire struttura, ruoli di vertice e di comando, organizzazione, partecipi. Ma sono stati anche state ricostruite le dinamiche che hanno portato a situazioni di conflittualita’ e di contrasto al gruppo Pesce. Esprimo gratitudine ed apprezzamento per il lavoro mirabile compiuto dai Carabinieri nel contesto mafioso di Rosarno”. ”E’ importante che questa operazione abbia il risalto che merita – ha detto il comandante provinciale dei carabinieri Lorenzo Falferi – perche’ ha consentito l’arresto di 19 persone facenti parte della cosca Ascone-Bellocco alla quale sono riferibili interessi non solo criminali, ma anche affaristici”. Alla conferenza stampa ha partecipato anche il comandante del nucleo investigativo dei carabinieri Michele Miulli che ha sottolineato il ruolo delle donne all’interno della cosca.

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