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Suicidio nel carcere di Vibo Valentia Doveva scontare 13 anni reclusione,si e’impiccato in bagno cella

9 LUG – Un detenuto di 30 anni di nazionalita’ bosniaca si e’ tolto la vita nel carcere di Vibo Valentia. Lo rende noto il componente della direzione nazionale della Uilpa-Penitenziari, Gennarino De Fazio. L’uomo doveva scontare 13 anni di reclusione. Nei mesi scorsi aveva tentato di evadere dal carcere di Rossano. Stamane si e’ tolto la vita impiccandosi nel bagno della cella. A nulla sono valsi i soccorsi della Polizia penitenziaria e del personale medico.
De Fazio, ha poi evidenziato che ”personalmente ho ormai perso il conto del numero di suicidi che continuano spaventosamente a perpetrarsi nelle nostre patrie galere e che fanno assumere al dato i connotati di un bollettino di guerra”. ”Fra sovrappopolamento detentivo – ha aggiunto – ristrettezze economiche, spending review a senso unico fatte in casa e depauperamento degli organici, l’utenza e gli operatori sono coloro che ci rimettono, mentre al centro si continua a teorizzare ed a sperperare. Solo di qualche giorno addietro infatti la notizia che la Calabria dopo il provveditore ‘part-time’ dovra’ riscoprire anche i direttori a servizio ridottissimo. Proprio il dirigente della Casa Circondariale di Vibo Valentia, Mario Antonio Galati, e’ stato inviato in servizio di missione per almeno tre giorni a settimana presso la nuova struttura penitenziaria di Tempio Pausania”. ”Dunque – ha concluso De Fazio – mentre a Roma si teorizzano la vigilanza dinamica ed i nuovi circuiti penitenziari, in Calabria la Polizia penitenziaria, sempre piu’ abbandonata a se stessa, ricorre all’ormai sperimentatissima arte dell’arrangiarsi chiedendosi di nuovo se e come si riuscira’ a superare l’estate, ma, soprattutto, quante vite dovranno ancora spegnersi prima che si accenda un faro efficace sull’universo carcerario e, precipuamente, su quello calabrese”.

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