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Conclusi i lavori della rassegna culturale “I Giardini Letterari” promossi dall’Associazione “Geppo Tedeschi” di Oppido Mamertina.

hanno collazionato la partecipazione di una nutrita cerchia di intellettuali autorevoli e  influenti orientati ad inquadrare le figure e le opere degli artisti sviscerati negli incontri : dallo scrittore ed editorialista Totò Frisina al senatore e poeta  Emilio Argiroffi ; dalla poetessa  Ermelinda Oliva al pittore e scrittore Saverio Scutellà ; dallo scultore Stefano Albano all’abate e poeta Giovanni Conia. Di forte risonanza sono  apparsi anche la presentazione del volume di memorie familiari di Natino Aloi e la tavola rotonda dal tema  “L’amor che move il sole”.

 

La stagione letteraria, all’insegna del non profit, ha rilevato come sponsor ufficiale la libreria “Librarsi” di Delianuova di Raffaele Leuzzi e Caterina Di Pietro.

Quanto mai preziosa è stata la collaborazione con la Diocesi di Oppido – Palmi, con il periodico di politica, attualità e costume “Corriere della Piana” e con le realtà associative aderenti all’evento : Medmarte onlus e Centro Studi Medmei (Rosarno); Roubiklon (Lubrichi); Proloco di Delianuova; Centro Studi Polistenesi;Mythos (Cinquefrondi);  Eliopoli (Palmi).

La serata di chiusura della rassegna, dal titolo “Il Canto di Giovanni Conia, Abate e Poeta”, ha riscontrato la collaborazione con  il Museo Diocesano di Arte Sacra.

L’artista Nuccio Gambacorta , con l’ interpretazione dei versi di Geppo Tedeschi “Spara mio lirico giardino” , ha inaugurato i lavori.

Sotto lo sguardo tutelare del busto ligneo, di anonima bottega calabrese del XIX secolo, il “mastru cantaturi” Ciccio Epifanio ha deliziato il numeroso pubblico intervenuto con la declamazione della “Risposta della lingua Calabra a quella Italiana” e poi con la Canzone Faceta “Pistatimi sta testa”.

La poetessa Maria Frisina, presidente dell’Associazione “Geppo Tedeschi” e moderatrice del convegno, ha affermato : “La poesia del Conia è carica di leale passione, di esuberanza, di condiscendente benevolenza per le volubilità degli uomini… è “voce del popolo e voce di Dio”.

Paolo Martino, direttore del Museo Diocesano di Arte Sacra,offrendo la sua cronografia del busto ligneo del Museo diocesano, ha asserito : “Dal busto viene fuori l’uomo di estrema umiltà che, conscio della propria sapienza e delle eccelse capacità, ha sempre cercato di mitigarle nel proprio cuore vivendo in modo gioviale sano e cristiano, come si può dedurre da tutti gli studi che lo hanno riguardato”.

La parola è poi seguita all’intervento di don Letterio Festa, direttore dell’Archivio Storico Diocesano, che ha illustrato  la biografia dell’abate poeta : “ Tra le pieghe di un animo innamorato della classicità, il gusto del bello e la ricerca appassionata di una filologia, la figura dell’abate Conia, ci  fa intuire come anche da noi ci furono umanisti intransigenti e frange di cultori che agli studia humanitas hanno dedicato le loro forze”.

A delineare la fisionomia della poetica di Giovani Conia è stato il giovane scrittore e studente universitario Antonio Roselli che, nel suo intervento, ha affermato : “La produzione arcadica e l’efficacia secentesca, con le sue forme smancerose, fu il fulcro della macchina compositiva e religiosa del Conia : nel sentimento popolare ed affettivo, nelle formule canzonatorie e leggermente mordaci e nella struttura pedagogica dei suoi sonetti”.

A trarre le conclusioni del convegno è stato il Vescovo di Oppido Mamertina – Palmi , Mons. Francesco Milito, che entusiasta del  tenore dell’incontro, ha dichiarato : “ L’abate Conia ancora oggi offre le primizie del suo intelletto e del suo sentimento; lodevoli iniziative, come quella di questa sera, sono indice di civile sviluppo nell’ottica di una letteratura che freme in eterno sotto i detriti della memoria”.

Oppido Mamertina, 10 settembre 2013

Antonio Roselli

Associazione Culturale “Geppo Tedeschi”

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