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GIOIA TAURO Guardia Costiera PESCI SOSIA – FRODI IN COMMERCIO

pesci sosia20 novembre – Continua incessantemente l’attività di controllo degli uomini della Guardia Costiera di Gioia Tauro, guidati dal Comandante Diego Tomat, sull’intero ciclo della filiera della pesca, dallo sbarco del pesce fino alla commercializzazione al consumatore finale. L’approssimarsi delle festività natalizie non permette ai militari della Capitaneria di Porto di Gioia Tauro di abbassare la guardia, a tutela dei consumatori e nel rispetto delle vigenti normative in materia di sfruttamento del patrimonio ittico marino. L’attività di vigilanza di uomini e donne della Guardia Costiera è concentrata affinchè gli operatori del settore garantiscano il rispetto delle norme in materia delle taglie minime di cattura, utilizzo di attrezzi consentiti, etichettatura e tracciabilità dei prodotti della pesca.  Non meno importante è l’attività finalizzata al contrasto delle frodi in commercio da parte di coloro che commercializzano prodotti ittici, sostituendo una specie pregiata con un’altra “sosia”, avente caratteristiche organolettiche differenti e di minor valore nutritivo ed economico.  Tali fattispecie di frode è più ricorrente nei prodotti venduti in tranci o a filetti, dove il riconoscimento da parte del consumatore finale diventa un po’ difficile.  Le azioni di vigilanza, svolte anche su direttive del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, hanno portato all’accertamento di alcuni casi di frodi in commercio nella vendita nei seguenti prodotti:  – il “bianchetto” o “neonata” di sarda, la cui cattura attualmente è vietata, a volte surrogato con il “pesce ghiaccio” la cui denominazione scientifica è “NeosalanxTtangkahkei”, pesce di acqua salmastra della Cina.  – il “baccalà” che per legge è il “Gadus Macrocephalus” (merluzzo del pacifico) e del “Gadus Morhua” (merluzzo atlantico), viene sostituito con il “Brosme”, pesce sosia non appartenente alla famiglia dei merluzzi.  – il “merluzzo” o il “nasello”, appartenenti alla specie ittica “Merluccius Merluccius”, sostituito con inganno dal “Pollak d’Alaska”, specie meno pregiata;  Altre fattispecie rilevate hanno portato a denunciare operatori del settore ittico che ponevano in vendita filetti di Pangasio (Pangasius hypophthalmus), pesce di origine asiatica del fiume Mekong, commercializzato per sogliola, per merluzzo o per gallinella. Addirittura tranci di verdesca e squalo smeriglio sono stati distribuiti per pesce spada.  Si precisa che gran parte delle sopracitate specie “sosia” possono essere regolarmente poste in commercio con la regolare denominazione commerciale, anche se trattasi di pesci meno pregiati e di più basso valore economico.  Quelle citate sono soltanto alcune delle potenziali frodi in commercio che sono state accertate durante le ispezioni del personale delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera. Sarà assicurata una costante e ferma attività di controllo in ogni settore dalla produzione, trasporto, deposito, vendita al dettaglio e trasformazione dei prodotti della  pesca, non solo per tutelare il consumatore finale ma anche gli interessi di quella gran parte di pescatori e commercianti che, in ambito locale ed onestamente, immettono sul mercato prodotti ittici freschi e di qualità.   La Capitaneria di Porto ricorda che la vigente normativa impone agli operatori del settore di apporre, nella fase di vendita al dettaglio dei prodotti, idonee etichette contenenti tutte le informazioni relative alla zona di cattura, la denominazione ed il metodo di produzione del pesce, che devono essere ben visibili ai consumatori all’atto dell’acquisto.  Gioia Tauro lì 20.11.2012

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