Gioia Tauro Termovalorizzatore. Scipero dei lavoratori

termovalorizzatore gioiaMercoledì 20 Febbraio 2013 16:51  –  ( riceviamo e pubblichiamo) Stamattina i lavoratori dell’impianto di termovalorizzazione di Gioia Tauro esasperati hanno bloccato i cancelli dell’impianto ed hanno incrociato le braccia.  La protesta nasce dal fatto che nell’impianto persistono da quando è subentrata la nuova società Ecologia oggi problematiche e difficoltà tecnico- organizzative ma soprattutto problemi di natura di igiene e sicurezza .  Mancanza di risorse per la manutenzione e per il rinnovo dei servizi . Rilevante  degrado nel locale caldaia forno. Pulizie insufficienti. Mancata definizione di un organigramma aziendale per individuare in che modo vengano gestite le risorse umane , queste sono alcune delle problematiche che le OO.SS. hanno ripetutamente sottoposto all’azienda.  Già una settimana fa come organizzazioni sindacali avevamo proclamato uno stato di agitazione ma oggi visto l’assoluta  mancanza di risposta da parte dell’azienda a tutte le problematiche sollevate in sede di vari incontri sindacali ,i lavoratori hanno deciso di fermarsi.  Nella tarda mattinata , dopo un incontro tenuto nell’impianto con il Delegato dell’ufficio del commissario , con il sindaco Emanuele Oliveri presidente dell’associazione dei sindaci della piana e il sindaco Salvatore Foti, l’assessore Fabrizio del comune di Rosarno e le OO SS si è deciso di procedere immediatamente ed in tal senso il  Commissario si è impegnato a diffidare l’Azienda Ecologia Oggi ad intervenire e a ripristinare nel piu’ breve tempo possibile le condizioni necessarie allo svolgimento del lavoro all’interno dell’impianto, pena la rescissione del contratto.  I sindaci si sono attivati presso la Prefettura di Reggio Calabria affinchè si fissi in tempi brevi un incontro chiesto dalle OO.SS. dove far partecipare anche l’Azienda è stabilire in maniera definitiva il rispetto dei contratti e degli accordi sottoscritti tra le parti.  Alla fine dell’incontro i lavoratori responsabilmente hanno ripreso le attività ma si è mantenuto lo stato di agitazione.

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