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MORTE AL RAJA. L’ASCESA DEL CAPITANO PEMBALAS: IL PANORAMA DELLA LETTERATURA ITALIANA SI ARRICCHISCE DI UNA NUOVA FIRMA CALABRESE

Petel è un baronetto inglese che, all’inizio dell’Ottocento, fugge dalla patria per salvarsi dall’infausto destino riservato alla sua famiglia. Giunto dall’altra parte del mondo, nell’arcipelago delle Emikyklos posto a circa mille chilometri a Sud-Ovest delle coste dell’isola di Sumatra, si crede erroneamente in salvo. Infatti dapprima la popolazione malese che abita l’arcipelago, e dappresso il ritorno di un vecchio nemico, lo costringono a lottare quotidianamente per la sopravvivenza. Il caso lo guiderà in una serie di scelte che lo tramuteranno in un temibile pirata bianco in grado, con l’astuzia e il genio militare, di tenere in scacco la talassocrazia imperialistica britannica. Petel non è un eroe buono. È un uomo tormentato, perché ritiene impossibile dimenticare i torti subiti, e il continuo dolore lo tramuta in un animale istintivo e vendicativo. Lo stesso nome con cui è noto presso la comunità malese, Pembalas, vuol dire appunto Vendicatore. Il marchio inconfondibile delle sue uccisioni sono le teste delle vittime mozzate con il mandau: la spada corta dei Daiachi, i cacciatori di testa del Borneo. Seppur la violenza sia ordinaria nella vita di John Petel e, come un flagello, si abbatta sui nemici con rara brutalità è difficile bollarla come insensata ed esecrabile. Ogni uomo reagisce ai soprusi diversamente: c’è chi si piega e si addomestica senza dignità e chi reagisce dando fondo a quel sentimento che è in grado di dar forza e far vedere la luce in fondo al tunnel. Per Petel quel sentimento è la rabbia mai appagata per una giustizia che forse non arriverà. Il valore del testo, però, non riposa esclusivamente sull’ottima trama e sulla precisa definizione dei caratteri dei suoi protagonisti: “Morte al Raja. L’ascesa del Capitano Pembalas” è anche e soprattutto un testo in cui il piacere della scrittura e il piacere della lettura si incontrano in un connubio perfetto. La cura nelle scelte lessicali, la ricercatezza dei sintagmi, il recupero di un linguaggio solenne come la storia che racconta, rendono il testo un esercizio di stile molto ben riuscito. Le perfette cornici che inquadrano l’azione hanno il sapore del miglior tempo della nostra letteratura e la fine resa delle descrizioni ha la capacità di materializzare, come vividi fotogrammi, spazio e tempo del narrato: come di Pembalas si coglie il tormento, della Malesia si colgono suoni, colori, odori perfettamente pennellati dall’autore. Il romanzo, edito dalla Firenze Libri è ordinabile presso i migliori shop on-line (ibs.it, inmondadori.it, amazon.it, Feltrinelli.it, rizzoli.it, libreriauniversitaria.it, deastore.com) o presso qualsiasi libreria.

 

 

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