• Home »
  • News »
  • Referendum Porto di Gioia Tauro, ‘Esito inatteso ma da noi auspicato’

Referendum Porto di Gioia Tauro, ‘Esito inatteso ma da noi auspicato’

Quel No rappresenta anche la sfiducia, sempre più crescente, nei sindacati confederali, soprattutto dopo le recenti posizioni assunte in merito alle politiche nazionali, come l’abbandono della mobilitazione contro la peggiore riforma pensionistica che sia stata fatta in Europa, o come le mobilitazioni spesso annunciate ma mai attuate in opposizione alla controriforma del lavoro appena approvata dal parlamento che, fra i tanti aspetti negativi, abolisce in sostanza l’art. 18, simbolo dei diritti nel lavoro.

Con i Portuali di Gioia Tauro del Sul, che tanto si sono impegnati per la vittoria del No, abbiamo già condiviso altre battaglie, come quella ambientale contro l’inceneritore dei rifiuti che, insistendo in prossimità dell’area portuale, li espone insieme a tutta la popolazione della Piana ai rischi che derivano dal respirare i veleni che fuoriescono da quelle ciminiere, contro ogni logica di sicurezza prevista dal testo unico. Con loro ci siamo più volte confrontati sulle problematiche della portualità e delle condizioni e delle prospettive del lavoro, anche in occasione della presenza di Giorgio Cremaschi nel nostro spazio, condividendone le analisi.

Siamo consapevoli che lo sviluppo delle attività al porto di Gioia Tauro e del conseguente mantenimento dell’occupazione non possa essere unicamente concentrata sul transhipment e sulla elevata produttività dovuta alle performance dei lavoratori, anche perché ci sarà sempre chi costerà meno nel Mediterraneo. La grave responsabilità è di chi in tutti questi anni di sviluppo non abbia lavorato per promuovere l’intermodalità e avviare le attività di logistica del retro porto, così come di chi ha impedito l’ingresso a qualsiasi altra attività o imprenditore, lasciando MCT monopolista assoluto del porto.

Noi rimaniamo vicini ai lavoratori e ai loro rappresentanti che con questo voto hanno voluto invertire la rotta, rinnovando l’invito a continuare un percorso condiviso e inclusivo per costruire insieme un futuro migliore per la Calabria, fatto di lavoro, diritti e dignità.

Share