Il Cammino dello Spirito, 2 Domenica di Avvento Anno A a cura di Don Silvio Mesiti

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SECONDA DOMENICA DI AVVENTO

Matteo 3,1-12

convertitevi, il regno dei cieli è vicino

All’inizio dell’avvento MATTEO, nel suo vangelo, ci ha invitati ad essere “vigilanti“, per ricordare o prendere coscienza della nostra dignità di uomini, di figli di Dio e di veri fratelli col nostro prossimo.

Per tutto questo, l’avvento è occasione privilegiata per andare incontro ed accogliere GESÙ, presente, fin dalla sua nascita a BETLEMME, nella storia dell’umanità, e specificamente, nella vita di ognuno di noi.

Egli si è fatto “compagno di viaggio” nella nostra vita di ogni giorno, mentre, camminiamo sfiduciati, o spesso distratti, dimenticando la Sua Parola, come i discepoli di Emmaus, i quali, pur camminando con LUI, si allontanano da Gerusalemme, delusi e senza speranza.

Essi, tuttavia lo riconoscono nello “spezzare il pane” come fa per noi, tutti i giorni, nella santa messa, celebrando il sacramento dell’EUCARESTIA.

Avvento e festa del santo NATALE, quindi, che mentre ci prepariamo a celebrare il mistero dell’Incarnazione, DELL’EMMANUELE“Dio con noi”, ci invitano ad accoglierlo e renderlo presente, consapevoli dell’infinito amore di DIO, fattosi uomo come noi, e nostro compagno di viaggio nel difficile cammino della vita.

Si tratta dunque, in questo avvento, ascoltando GIOVANNI BATTISTA, di creare intorno a noi il deserto, lontani dalle voci e dalle sollecitazioni del mondo, per accogliere nel silenzio la voce del vero Dio, in vista di una autentica e serie conversione.

E tutto questo, perché “il regno di Dio e vicino“, realmente presente, di cui ognuno di noi, come tutti gli uomini della terra, facciamo parte.

Di questa verità, dice il vangelo, aveva parlato il profeta Isaia quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!» per liberare il popolo dalla schiavitù mentre viveva in esilio.

A questo annunzio, tutte le folle che avevano riconosciuto e seguito il nuovo messia, accorrevano a GIOVANNI e si facevano battezzare con acqua, confessando i loro peccati, in attesa di essere battezzati da Cristo, con lo Spirito Santo e fuoco, come noi, per diventare creature nuove.

Una conversione quindi, non di carattere morale, quanto piuttosto sostanziale del nostro essere, per essere capaci di leggere la storia, trasformandola e vivendola con la certezza della presenza di Dio che la governa con la Sua provvidenza

Ai farisei e sadducei che si accostavano strumentalmente al suo battesimo, rimanendo tuttavia ancorati alla vecchia legge, come noi in una forma di religiosità strumentale, dice il precursore: “razza di vipere, fate un frutto degno della conversione e non crediate di poter dire: “abbiamo Abramo come padre” … Perché io vi battezzo nell’acqua … ma colui che viene dopo di me è più forte di me …. egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile”.

Grande responsabilità dunque e grande gioia, in vista di una vita fondata sull’amore di Dio e sulla carità verso il prossimo!

BUON CAMMINO DI AVVENTO

                                                                  DON SILVIO MESITI

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