III DOMENICA DI AVVENTO
Mt 3, 1 11
“sei tu che devi venire o dobbiamo aspettarne un altro? “
Nonostante oltre duemila anni di storia, le motivazioni dell’arresto di GIOVANNI BATTISTA sono quanto mai attuali.
Egli, certamente innocente, è stato messo in galera da Erode, forse perché vittima della sua gelosia che offuscava la stima e la sua popolarità, o perché, coraggioso testimone di verità, gli aveva pubblicamente contestato la sua ingordigia e la sua immoralità.
Tutto questo tenendo conto della statura sociale, morale del precursore di Gesù, che di Lui testimonia alle folle: “che cosa siete andati a vedere nel deserto, una canna sbattuta dal vento, un uomo vestito di lusso…? un profeta? Si, io vi dico, – …di lui è stato scritto (su di me) egli preparerà la tua via”.
È una testimonianza non solo della persona di Gesù, ma di tutta la scrittura, fin dal vecchio testamento.
E tuttavia, scribi e farisei, i quali si ritengono detentori e garanti, della verità, e della fede verso il loro vero Dio, da cui doveva nascere il messia, lo perseguitano fino a farlo tacere, mandandolo in galera e, successivamente, lo fanno decapitare.
Meravigliato e deluso per questa forma di ingiustizia, di arroganza e di strapotere, di cui è vittima innocente, il Battista manda i suoi coraggiosi discepoli che lo vanno a visitare in galera, a domandare a GESÙ: “dunque se tu il messia che deve venire, o dobbiamo aspettarne un altro?”.
Pur sapendo e praticando la nostra fede in CRISTO nella storia, della nostra società, e spesso, purtroppo, della chiesa, che è la nostra, ma non di Gesù e del suo vangelo , viviamo il disastro totale con la violenza dilagante in tutto il mondo, la sofferenza ingiusta e l’emarginazione degli operatori di pace, e dei veri testimoni di verità e di giustizia, consapevoli oggi, mentre viviamo l’avvento, come ieri :”in verità vi dico: “tra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista, ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di Lui”.
Penso tuttavia che la coerenza e la pratica della carità e della vera fede, non ci esime dalla ricompensa che Gesù Cristo, attraverso il vangelo di Matteo, che ci accompagnerà in quest’anno liturgico, che afferma: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo diranno ogni sorta di male per CAUSA MIA, rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.
Aggiungo io, non solo domani, ma anche oggi consapevoli e pregando: “Signore, da chi andremo, tu solo hai parole di vita eterna “.
Buona Domenica
Don Silvio Mesiti
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