Il Cammino dello Spirito, Corpus Domini Anno A a cura di Don Silvio Mesiti

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CORPUS DOMINI

Gv. 6,21-58

“La mia carne è vero cibo,

“Il mio sangue vera bevanda.”

 

        Le feste che si riferiscono ai misteri della nostra fede, e che celebriamo nel corso dell’anno liturgico, servono per capirne meglio il significato ed il valore, ma soprattutto per coglierne il messaggio eterno e sempre attuale nella nostra vita di uomini e di cristiani.

            Tra queste verità, il mistero dell’EUCARESTIA, “FONTE E CULMINE” della vita cristiana, ha bisogno di essere particolarmente visitato e compreso, per viverlo ed incarnarlo nei nostri, e nella “Nostra” chiesa rapporti con Cristo e col prossimo.

In questo ci aiuta a meditare il vangelo di Giovanni, in questa domenica del Corpo e del Sangue del Signore: “CORPUS DOMINI”.

È il mistero o meglio SACRAMENTO in cui facciamo memoria nella celebrazione della Santa messa, a cui partecipiamo quotidianamente, col rischio di farne l’abitudine, ed in maniera distratta, o come un semplice rito formale o per rendere solenni circostanze trionfalistiche e profane, anche con l’esposizione di arme micidiali.

Attraverso il vangelo di Giovanni, in questa domenica, Gesù stesso, parlando alle folle, ed oggi a noi, evidenzia la Sua presenza reale come “pane vivo disceso dal cielo” e non solo alimento materiale, per essere “mangiato” ed ottenere la salvezza e la vita eterna.

Per questo la liturgia, dopo la preghiera della consacrazione, ci invita a proclamare solennemente: “MISTERO DELLA FEDE” non come verità difficile da comprendere, ma come sacramento di salvezza frutto della morte e resurrezione del Signore che continua a proteggerci e salvarci, con la sua presenza reale, mentre siamo in cammino, per incontrarlo alla fine dei tempi.

È importante osservare come Giovanni, che dedica 5 capitoli del suo vangelo a quanto avviene nel cenacolo, ma senza descrivere il momento dell’istituzione dell’Eucarestia, compie il gesto della lavanda dei piedi e promulga il comandamento nuovo della carità, senza dei quali la messa sarebbe uno sterile ritualismo falso, ipocrita e vuoto.

Ai Giudei scandalizzati dal discorso di Gesù ai quali afferma: “se non mangiate la carne del figlio dell’Uomo e non bevete il suo, sangue, non avete in voi la vita…. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna”.

Celebrare e Vivere il mistero dell’Eucarestia è una necessità che sperimentiamo con fede e nel silenzio, con l’adorazione del tabernacolo, e soprattutto accostandoci alla comunione, attraverso cui diventiamo come LUI e LUI come noi!

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