Il Cammino dello Spirito, dedicazione della Basilica Lateranense a cura di Don Silvio Mesiti

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DEDICAZIONE DELLA BASILICA
LATERANENSE
Gv. 2,13-22.
“Non fate della casa del Padre mio un mercato”
 
 
La basilica di S. Giovanni in Laterano, fin dai tempi dell’imperatore Costantino, è la chiesa cattedrale, sede del vescovo di Roma, il Papa, e quindi madre di tutte le chiese. 
Fin dal terzo secolo è stata dedicata a GESÙ Salvatore ed ai santi Giovanni Battista e S. Giovanni Apostolo, quali espressioni del Vecchio e nuovo testamento.
Quale sede della cattedra del Papa, successore di Pietro, rimane segno di unità, di comunione, di fedeltà alla Chiesa che Gesù ha voluto, di carità e di amore fraterno, ed a cui è necessario essere fedeli, come uomini santi, più che come tempio materiale fatto di PIETRA, essendo tutti “PIETRE VIVE”.
La liturgia, anche in questa domenica, fa una pausa, per farci meditare sull’importanza della chiesa più che come tempio materiale, come comunità di fede, di culto e di carità, in “cammino verso il Padre”
Arrivando a Gerusalemme, ci dice il vangelo   che mentre si avvicinava la Pasqua dei Giudei, anche Gesù, entrando nel tempio per pregare, trovò gente “che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti i cambiamonete”.
È importante, per cogliere il messaggio del vangelo di oggi, con spirito di autentica conversione, domandarci se anche ai nostri giorni, nelle nostre chiesa esista il rischio di fondare il nostro rapporto con DIO in termini economici o materiali, per arricchire col denaro le nostre pseudo preghiere, con continue offerte di denaro o di potere Politico, sociale e culturale.
Si offrono beni materiali per ottenere le grazie o i premi di cui riteniamo di avere bisogno in cambio di beni, di cui DIO non ha certamente bisogno, per avere di noi misericordia.
 Dio non ha bisogno di offerte per le messe o le processioni, ma di amore e di autentico servizio di carità. E’ così la vera chiesa, da purificare. 
Di fronte a questo tipo di chiesa l’intervento di Gesù,  contrariamente al suo solito, è  molto duro; e che se ci meraviglia, è  molto chiaro ed intransigente: “la mia casa e casa di adorazione e voi ne avete fatto una spelonca di ladri… ed allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!”.
Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Il messaggio è molto semplice, di fronte a cui, come già il santo Padre PAOLO VI, CORAGGIOSAMENTE NEL SUO DISCORSO ALLE NAZIONI UNITE, ebbe a dire che la nostra chiesa ha bisogno di una vera conversione, chiedendo perdono ai poveri.
 
Parola del Signore
Don Silvio Mesiti 

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