Il Cammino dello Spirito, Natale del Signore 2025 a cura di Don Silvio Mesiti

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“Il popolo che camminava nelle tenebre
Vide una grande luce”
“In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio.
Tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio”,
La vita nostra individuale, i rapporti che si vivono all’interno dei nostri gruppi ecclesiali e delle nostre comunità parrocchiali e soprattutto lo stile di vita di molte famiglie cristiane, dimostrano in maniera assai chiara che è necessario sbloccare la festa del Natale dai metodi tradizionali per celebrarlo nel suo significato autentico e senza retorica, per accogliere e diffondere, con la nostra testimonianza, l’infinito amore di Dio, che continua ancora oggi ad amarci, nonostante tutto il male che commettiamo individualmente e comunitariamente.
Dobbiamo renderci conto decisamente che non ci possiamo accontentare di celebrare le nostre feste e soprattutto il mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio, come lo vuole il mondo o come a noi stessi per molti anni è piaciuto, illudendoci che con le nostre piccole buone azioni, avremmo esaurito l’immensa ricchezza che la nascita di Cristo contiene anche per tutta l’umanità che ci sta attorno.
I limiti, le miserie o i grandi peccati che investono tutti gli uomini del nostro territorio interpellano con urgenza, soprattutto tutti noi cristiani, con l’invito pressante a proporre con gesti concreti l’annunzio della riconciliazione e della pace, fuori da ogni forma di perbenismo e di giudizi moralistici, per dialogare con tutti ed evitando ogni atteggiamento di discriminazione, dimenticando che la luce del “Verbo” che si fa carne ha diradato e può illuminare tutte le tenebre in cui siamo avvolti, anche se col cuore indurito.
La via maestra per dare spazio al messaggio del “bambino avvolto in fasce e deposto nella mangiatoia” che ogni uomo, e naturalmente ogni cristiano, deve percorrere deve essere la consapevolezza di vivere nelle tenebre dell’indifferenza dell’arrivismo, dell’invidia, della gelosia, tipiche delle nostre comunità e dei nostri campanili, dai quali non sempre partono messaggi e testimonianze concrete di carità e di luce per illuminare la gravità della violenza che tragicamente si scatena e che ancora dilaga, troppo spesso, per le strade dei nostri paesi.
La nascita di Gesù Bambino, vissuta liturgicamente come momento reale di esperienza, e non solo come ricordo di quanto è avvenuto duemila anni fa, come ci dice la fede, può e deve segnare un momento storico della nostra vita, e, per mezzo nostro, per l’intera umanità, soprattutto con quella con la quale viviamo quotidianamente a contatto.
L’augurio sincero di un buon natale è quanto mai necessario per tutti; nessuno è escluso dall’efficacia di questo grande dono di amore che in modo certo produce i sui frutti, solo se attentamente ed autenticamente ascoltato ed accolto e poter così vivere nella pace e nella serenità, coniugando la religiosità con la vita di ogni giorno, e disperdendo le tenebre della violenza, dell’odio, della litigiosità e della vendetta, col sorriso, la bontà ed il perdono.
Buon Natale allora ai nostri politici perché si riconcilino con il senso autentico della politica che è servizio e non strumento di potere e di sopraffazione.
Buon natale a tutte le vittime della violenza, con le quali non si può non piangere e condividere la sofferenza ed il dolore, perché possano sentire la tenerezza ed il conforto della presenza di un Dio tenero e giusto che da la vita eterna.
Buon natale anche a chi ancora non ha ben percepito il significato profondo del valore infinito della vita umana, supplicandoli con affetto infinito, ad aprire la loro mente e soprattutto il loro cuore alla via della bontà, per vivere essi stessi, insieme ai lori figli ed alle loro famiglie, quella serenità di cui non possono certamente godere nel profondo della loro coscienza, dopo avere arrecato, per qualunque motivo, gravi danni al proprio prossimo, seminando morte e distruzione.
Tutti dobbiamo credere fermamente anche con i nostri gesti che, nonostante tutto, Dio è con noi e dentro di noi, che si tratta quindi solo di riconoscerlo e di saperGli aprire finalmente la porta con generosità, con la ferma decisione di seguire altre strade, vie diverse da quelle che stiamo percorrendo, e che non sono le sue.
Don Silvio Mesiti

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