Il Cammino dello Spirito, Quarta Domenica di Pasqua Anno A a cura di Don Silvio Mesiti

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QUARTA DOMENICA DI PASQUA
Gv. 10 1-10
“Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare……. Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me ” ( Salmo 23)
Il rapporto di Gesù con ogni uomo è fondato e manifestato solo da dall’amore infinito, che è il vero nostro Dio.
Egli, vero messia, ha condiviso i limiti della nostra natura umana, facendosi nostro compagno di viaggio, fino alla morte di croce ed alla resurrezione, mistero che abbiamo celebrato e che viviamo in questo periodo dell’anno liturgico.
Il vangelo di Giovanni, in questa quarta domenica di pasqua, ce lo presenta come unico, vero BELLO ed autentico “PASTORE”.
In polemica con i Giudei, gli scribi ed i farisei, contestando la loro autorità politica, sociale e soprattutto religiosa, Gesù afferma con autorità e coraggio: “Io, (e solo io) sono il vero ed autentico pastore, “tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti”.
Si tratta di affermazioni, come ci narra tutto questo decimo capitolo del vangelo di Giovanni, che Gesù rivolge ai suoi discepoli, mettendoli in guardia dal vecchio modo di concepire Dio e da ogni pratica religiosa strumentale, e ritualistica, finalizzata a mantenere i propri privilegi ed i propri interessi politici economici e di potere, sia pure a nome di una società definita chiesa, ma che non è quella di Cristo.
Si tratta di un pericolo imminente anche ai nostri tempi, e nelle nostre strutture pseudo ecclesiastiche che lasciano sola la povera gente, promettendo miracoli, in cambio di potere politico, economico e di carriera, simili ad associazioni pericolose che distruggono la vita e la giustizia, allontanando ogni giorno la giustizia e la pace.
Gesù parla alla gente, mentre si trova vicino o dentro il tempio, in un giorno di grande festa religiosa, oggi nelle nostre chiese o nelle strutture di carità rubate ai poveri, festeggiando la vita dei santi testimoni di carità e di fedeltà a Cristo.
Per tutto questo, per aver dato la vista al cieco, ed aver fatto ogni bene, viene isolato, dichiarato eretico ed emarginato, tentando di lapidarLo.
Ma anche oggi, come nel corso della storia sono stati condannati i profeti ed emarginate le persone scomode, con forme di scomunica che nulla hanno avuto a che fare con la “lex fundamentalis Ecclesiae”, che è solo il vangelo di GESÙ, per potere entrare “nel recinto delle pecore dalla porta” che è LUI SOLO attraverso la carità e la manifestazione concreta dell’infinito amore di Dio che è il vero Padre.
Tentare di entrare da un’altra porta, che non sia quello dell’amor di Cristo, ha il sapore del ” ladro e un brigante”.
Ma ogni uomo, figlio di Dio, ha dentro di sé i mezzi necessari e sufficienti, la propria coscienza, come il “guardiano”: per sapere discernere il bene dal male, e sapere ascoltare la voce amica contro il potere del male che ci sovrasta.
Al di la delle nostre prediche credo sia necessario accostarci personalmente ogni giorno al vangelo, che è Cristo, convinti, in alternativa non esistono altri pastori, i quali, se pensano di sostituire il vero maestro ritenendo di poter essere considerati prima di LUI, come egli stesso afferma, SONO LADRI O BRIGANTI”…in quanto, come afferma: “Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

Parola del Signore
Don Silvio Mesiti

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