Il Cammino dello Spirito, seconda Domenica di Pasqua Anno A a cura di Don Silvio Mesiti

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SECONDA DOMENICA DI PASQUA
Gv.20,19-31
“Beati quelli che non hanno visto
ed hanno creduto”
 
 
          Nessuno direttamente ha visto Gesù nell’atto della sua resurrezione; i suoi stessi apostoli, ne prendono atto, in seguito alla testimonianza delle donne, le quali di fronte al sepolcro vuoto, ricevono l ‘annunzio di un angelo che quasi le ammonisce: “perché cercate tra i morti Colui che è vivo?”
            Il vangelo ci descrive lo stato d’animo delle donne, degli apostoli, dei discepoli di EMMAUS, e nel vangelo di oggi, di Tommaso, tra i discepoli il più coraggioso, ma anche lui pieno di tristezza, e di dubbi, che si allontana dal cenacolo, dove comincia ad esistere la prima comunità di seguaci di Gesù, oggi la chiesa.
            Non sono solo gli apostoli, ormai ridotti di numero per il tradimento di Giuda IMPICCATOSI, e l’allontanamento, a mio avviso, missionario e coraggioso di Tommaso, ma anche i primi discepoli di Gesù profondamente tristi per la tragedia a cui avevano assistito.
            Costoro rimangono chiusi nel cenacolo, in preghiera, per “paura non solo dei Giudei”, ma dal loro “mondo”, in cerca di soluzioni politiche che nulla avrebbero avuto a che fare con gli insegnamenti del loro unico maestro.
           È, purtroppo, una tentazione, o una realtà quanto mai attuale, che lungo il corso dei secoli, ha condizionato la nostra chiesa, immagine di coloro che nonostante Cristo risorto, rimangono ancora chiusi nei loro “cenacoli”, paurosi di confrontarsi con lo spirito del mondo, lontano da Cristo risorto e dal suo Amore, vincitore dell’egoismo, della morte, della corruzione, dimenticando il messaggio della lavanda dei piedi.
           Ripetutamente, a loro, come a noi Gesù risorto sfonda le porte della cultura del potere, e col suo corpo glorioso non appare, ma si rende realmente presente, ridando fiducia e speranza a coloro che avevano dovuto affrontare la tragedia enorme, dell’intera umanità.
           Una realtà che ogni uomo, ogni “fedele” vive esistenzialmente, di fronte alle tragedie del mondo intero, senza la possibilità e capacità di costruire e vivere in pace.
“…venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco.”
             È il gesto che Gesù ripete, come aveva richiesto Tommaso, nella sua apparizione, la sera dello stesso giorno in cui con amore e decisione, Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato e io mando voi”.
È l’unico il messaggio e compito del nostro essere Sua vera Chiesa, confermato rivolgendosi a Tommaso con amore dicendo: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». La sua stessa persona piagata ammazzata per AMORE COME IL VERO DIO MORTO MA RISORTO.
            Le rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Sia la nostra risposta, anche di fronte alle tentazioni imminenti nel modo in cui viviamo, per essere fedeli al nostro battesimo, come vera vocazione.
 

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