Il Cammino dello Spirito, XII Domenica del Tempo Ordinario Anno A a cura di Don Silvio Mesiti

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DODICESIMA DOMENICA

Mt 10,26-33

 

 

          Già nel V.T. Geremia consola ed incoraggia il popolo prigioniero ed in esilio nel nome di DIO.

   “Non abbiate paura degli uomini, perché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato,”1-8)…

      Anche GESU’, dopo venire seguito dalle folle, perché saziate dal pane materiale e dai suoi miracoli, all’annunzio della sua passione e della sua morte, rimane solo, o con pochissime persone che ancora credono in Lui.

     Sono una sparuta minoranza a cui il vangelo di Matteo parla nel discorso delle beatitudini, come oggi parla alle nostre folle ricche di tradizioni, di strumentalizzazione, di ricerca di potere economico e formale, che nulla hanno a che fare con la chiesa di DIO. “se infatti guardiamo Cristo, vediamo quello che dovrebbe essere la Chiesa, ma se guardiamo la chiesa non sempre ci vediamo impresso il volto di Dio”!

     La chiesa siamo tutti noi, intenti piuttosto a fare osservare le leggi amministrative, più che a credere e mettere in pratica il comandamento della carità evangelica.

La storia passata, ma anche quella recente quanto attuale, ci fanno constatare che i veri credenti, al di là delle folle, di noi preti, di vescovi o cardinali, siamo veramente un “piccolo gregge” autentico, testimone del vangelo.

     E però ancora molti sono i veri cristiani e molte le persone che vengono emarginate ed allontanate dalle sacrestie e dai nostri giudizi ipocriti, lontani spesso dalla carità evangelica e addirittura denigrando e calunniando il prossimo con forme di arrivismo, alla ricerca di carriera, o ancora ammazzati con una forma di nuovo o vecchio martirio.

      Il messaggio di oggi, in questo contesto è un invito ad avere fiducia in Dio, e soprattutto di speranza, che fa seguito al discorso delle beatitudini che Matteo enuncia all’inizio del suo vangelo: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.”    

     Solo con questo spirito “pussillus grex” di discepoli autentici e fedeli, ognuno di noi, come vero seguace di Cristo, viene mandato in missione, come vera comunità di fede, nel mondo, per annunciare che, nonostante tutto il regno dei cieli è vicino da accogliere “per curare” le malattie e le cattiverie che angustiano l’umanità dei nostri tempi, secondo le indicazioni del Magistero di tutti i papi, da LEONE XIII,   PIO XII, GIOVANNI XXIII, PAOLO SESTO, GIOVANNI PAOLO PRIMO, GIOVANNI PAOLO SECONDO, BENEDETTO XIV, PAPA FRANCESCO E LEONE DECIMO XIV , come enuncia Papa Leone nell’enciclica “Magnifica Humanitas” (da studiare e meditare), senza lasciarlo chiuso  nei nostri cassetti per esprimere le nostre elucubrazioni mentali, ma che devono essere presenti come ispirazione dello Spirito Santo al di là delle nostre idee spesso accolte solo per “prurito di novità”.

       E’ un cammino da percorrere con coerenza, fiducia e interesse personalistico, seguendo il vero unico Maestro che è solo Cristo, usando i mezzi quanto mai attuali: niente armi, niente paura nelle difficoltà.

     Infatti afferma il Vangelo: «Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nessun passero cade a terra se Dio, vostro Padre, non vuole. Quanto a voi, Dio conosce anche il numero dei vostri capelli. Perciò non abbiate paura: voi valete più di molti passeri!». Matteo (capitolo 10, versetti 29-31).

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