TRENTATREESIMA domenica
Lc 21,5-19
“Con la vostra perseveranza
salverete la vostra vita”
Alla fine del suo cammino, Gesù si trova nella città santa di Gerusalemme e, come ci ha descritto il vangelo domenica scorsa, entra nel tempio, costruito dal re Salomone (20 a.c.), figlio del re Davide, in segno di riconoscenza a Dio e per la Sua gloria, e come luogo sacro di adorazione e di preghiera.
In esso, insieme ai suoi apostoli, ed ai suoi discepoli, incontra il popolo con gli scribi ed i farisei, custodi orgogliosi del luogo sacro. Costoro strumentalizzando la fede della povera gente, bisognosa della protezione e dell’amore gratuito del vero Dio, lo avevano trasformato, in un luogo trionfalistico di potere e di interessi materiali ed economici.
Per tutto questo, Gesù, stranamente adirato, scaccia via I venditori ed I cambiamonete affermando: ” la mia casa è casa di orazione, e voi ne avete fatto una spelonca di ladri”.
Il vangelo di questa domenica, quindi, prima di narrare la passione di Gesù nei capitoli seguenti, ci avvicina alla fine della sua vita terrena, alla sua passione e morte, come fallimento di tutto quello in cui gli stessi apostoli avevano creduto, ed in cui avevano sperato.
Per questo, “mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre, e di doni votivi, Gesù afferma:” verranno giorni nei quali di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta” (cosa che avvenne nel 70 d.c.).
Attraverso questa immagine, Gesù identifica la sua missione, come dono totale di se, e come dimostrazione che tutto ciò in cui prima si riteneva onnipotente nel mondo: personaggi, successo, grandi opere architettoniche e false sicurezze, fossero ormai destinate a fallire.
Quello che conta per l ‘evangelista, è solo la fedeltà a Dio, come proposta rivolta anche alla chiesa ed ai cristiani di oggi che gli continuano a domandare: “Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare”.
Anche oggi le tentazioni del potere e della forza, proposte da falsi profeti sono imminenti da cui guardarsi.
Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro!
E continua: “Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine”.
I disastri a cui assistiamo oggi, non segnano la fine del mondo, in termini escatologici, ma sono episodi che rivelano il male che viene distrutto, come la sua morte, per fare rinascere, soprattutto dentro di noi, una nuova era di vera giustizia e di vera pace, a servizio dell’amore e della carità fraterna, dando spazio soprattutto ai poveri, più che ad una religiosità formale e trionfalistica.
In questa settimana, ricordando ed accogliendo la povera gente, più che alle candele ed alle opere per abbellire il tempio materiale, è bene arricchire le nostre comunità, sull’esempio di Cristo, rivolgendo la nostra attenzione e servendo i bisognosi di verità, di giustizia e di quella pace vera che viene da Dio, e che. “Il mondo a cui la chiesa non deve riferirsi non sa e non può dare”
Poi diceva loro: “Con la vostra perseveranza, – guidati e sorretti unicamente dallo Spirito Santo, – salverete la vostra vita”.
Parola del Signore
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