3 luglio – riceviamo e pubblichiamo – La Dda di Reggio Calabria ha avviato un’inchiesta sui presunti tentativi, da parte delle cosche della ‘ndrangheta, di ”aggiustare” alcuni processi in Cassazione grazie alla presunta presenza di giudici ”amici”. Lo scrivono oggi La Repubblica ed il Quotidiano della Calabria. L’inchiesta, scrivono i quotidiani, porta la firma dell’attuale procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone che, prima di lasciare la Procura di Reggio Calabria, ”aveva coordinato insieme al sostituto Giuseppe Lombardo, l’indagine nata dopo la lettura di ore ed ore di intercettazioni ambientali in carcere tra il ‘prestanome’ della cosca Tegano di Reggio Calabria, Giuseppe Rocco Rechichi ex dirigente della Multiservizi del comune di Reggio Calabria decimata da una serie di arresti nei mesi scorsi, e la moglie Maria Lisa Petraia, che adesso e’ stata denunciata per favoreggiamento”. Secondo quanto scrivono i due quotidiani, dall’ascolto di alcune conversazioni ”in codice” tra marito e moglie, gli investigatori sarebbero riusciti ad identificare il magistrato della Cassazione che avrebbe dispensato ”consigli” giuridici a Rechichi, assicurandogli che il provvedimento di custodia cautelare in carcere sarebbe stato annullato.
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