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Operazione ”Ndrangheta banking” Scoperta la banca della ‘ndrangheta. 17 arresti

I Carabinieri del Ros e quelli del Comando provinciale di Reggio Calabria, coadiuvati dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) hanno scoperto  un «sistema creditizio parallelo» attraverso il quale le cosche della ‘ndrangheta erogavano prestiti, a tassi usurari, a imprenditori calabresi e lombardi in difficoltà. Diciassette gli arresti in corso di esecuzione nelle province di Reggio Calabria e Milano. Al centro delle indagini condotte dal Ros, le «sinergie criminali» che si sono instaurate tra le cosche ‘ndranghetiste di Reggio e Rosarno per la gestione delle risorse finanziarie provenienti dalle attività illecite.

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In particolare il G.I.P. di Reggio Calabria ha emesso l’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di :

1. BUDA Francesco cl. 73;

2. CODISPOTI Giuseppe classe ‘65;

3. CONDELLO Domenico classe ‘72;

4. CONDELLO Francesco cl. ‘82;

5. FAVARA Gianluca Ciro Domenico cl.67;

6. FOTI Francesco cl. ‘58;

7. PAONESSA Fortunato Danilo cl.‘74;

8. PESCE Vincenzo cl. 52;

9. RAPPOCCIO Pasquale cl. ‘56;

 

10. VARDE’ Carmelo cl. ‘86;

e degli arresti domiciliari nei confronti di:

1. AVALLONE Carlo cl. ‘55;

2. COTRONEO Antonino cl. ‘43;

3. MADULI Biagio Francesco cl. 63;

4. PIZZIMENTI Paolo cl. ‘88;

5. POLIMENI Maria Grazia cl. ‘77;

6. POLIMENI Giacinto cl. ‘52;

7. RIA Mario Donato cl. ’47;

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I provvedimenti scaturiscono da un’attività investigativa, avviata dal Raggruppamento in prosecuzione dell’indagine “META” del 2010, nei confronti delle più qualificate articolazioni ‘ndranghetiste del capoluogo reggino.

In particolare le investigazioni, condotte sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, hanno evidenziato le sinergie criminali instauratesi tra le cosche “CONDELLO” e “IMERTI” del capoluogo reggino e quelle rosarnesi dei “PESCE” e dei “BELLOCCO”,  per la gestione delle risorse finanziarie provenienti dalle attività illecite,  attraverso la realizzazione di un sistema creditizio parallelo, anche a tassi usurari, a favore di imprenditori del territorio calabrese e lombardo.

In tale contesto, è stata documentata la centralità dell’indagato rosarnese FAVARA Gianluca Domenico Ciro, emerso quale collettore degli interessi anche delle cosche reggine, cui faceva capo un gruppo di soggetti dediti all’individuazione di imprenditori in contingenti difficoltà finanziarie, ai quali concedere crediti, applicando interessi usurari pari al 20% mensile, abbinati ad ulteriori garanzie vessatorie, quali cessioni di quote societarie e trasferimenti della titolarità di immobili, anche di pregio.

In caso di inadempienza, le vittime venivano sistematicamente sottoposte a ritorsioni, anche mediante il ricorso alla violenza fisica.

Tra gli indagati incaricati di individuare le vittime dell’attività usuraria emergeva, altresì, la figura dell’imprenditore RAPPOCCIO Pasquale, già tratto in arresto, unitamente al FAVARA, nell’ambito dell’operazione “REGGIO NORD”, conclusa dal R.O.S. nell’ottobre 2011 con l’esecuzione di un provvedimento cautelare nei confronti di 18 indagati per associazione di tipo mafioso, procurata inosservanza della pena, favoreggiamento personale ed intestazione fittizia di beni, aggravati dalle finalità mafiose.

Tale indagine aveva consentito, in particolare, di individuare il circuito criminale di riferimento di CONDELLO Domenico, costituito da soggetti preposti a favorirne la latitanza ed alla gestione degli interessi economici dell’omonima cosca.

Nel procedimento reggino sono confluite anche le acquisizioni di un diverso procedimento penale, avviato dalla Procura Distrettuale milanese nei confronti di 3 dei destinatari del provvedimento restrittivo. In tale ambito, il R.O.S. e la D.I.A. hanno accertato come un’articolazione territoriale della cosche Pesce e Bellocco di Rosarno sia stata in grado di attuare un lento e graduale processo di “aggressione” del patrimonio mobiliare ed immobiliare di soggetti appartenenti all’imprenditoria milanese, agendo con condotte estorsive ed usurarie, e come l’indagato FAVARA Gianluca Ciro Domenico ed i suoi sodali abbiano sfruttato anche altre realtà associative già radicate nel territorio lombardo, sia ‘ndranghetiste, come la locale di Lonate-Pozzolo, sia gruppi appartenenti alla criminalità c.d. “comune”.

L’intervento conferma, sul piano associativo, l’esistenza di consolidate dinamiche di interazione in chiave unitaria tra le articolazioni territoriali della ‘ndrangheta reggina e quella lombarda per il perseguimento di obiettivi illeciti condivisi.

Contestualmente è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo, funzionale alla confisca, di beni aziendali e quote societarie, per un valore complessivo – secondo una stima prudenziale – di otto milioni di euro. Gli interventi hanno interessato le province di Reggio Calabria e Milano.

Reggio Calabria, 19 giugno 2014 Il Procuratore della Repubblica  Federico Cafiero de Raho