“Aiutiamo Rafi a camminare”: la Calabria solidale

In tempi così difficili, economicamente e socialmente, c’è ancora posto per l’altruismo e la solidarietà? In un tempo in cui siamo relegati ad un isolamento quasi forzato, dove i contatti umani sono ridotti al lumicino, abbiamo ancora la volontà di continuare l’impegno umano e culturale al servizio del prossimo che ha bisogno e che, con tanta dignità, ci chiede di aiutarlo?
Noi diciamo di sì!

Abbiamo detto sì a Rafi Jabar Abdullah che, nel 2017, in prima linea nell’Ucraina Orientale, nella Regione del Donbass, a Donetsk, è stato vittima di una mina che lo ha privato delle gambe.
“Aiutiamo Rafi a camminare” è un progetto che in Calabria viene portato avanti da Cantiere Laboratorio, termina entro maggio ed al quale hanno aderito Identità Tradizionale, Azione Identitaria e Gioventù Controcorrente. Ciò si inserisce nella gara di solidarietà condotta a livello nazionale, insieme alle altre associazioni promotrici Speranza, Madre Russia, Cuore Russo e il Centro di Rappresentanza DNR di Torino. La finalità del progetto è la raccolta fondi per l’acquisto delle protesi necessarie per dare a Rafi la possibilità di camminare.

Rafi Jabar Abdullah è un giovane afghano che, dopo il ritiro dei sovietici dall’Afghanistan e a seguito della morte dei genitori, nel 1985, all’età di 7 anni, viene portato in Unione Sovietica insieme ad altri bambini, in uno speciale collegio, dove, oltre alle materie obbligatorie, gli viene insegnata la storia del suo Paese e le basi dell’Islam per un eventuale ritorno a Jalalabad, sua città nativa. Ma le cose, per lui, sono andate in modo diverso. Dopo il crollo dell’URSS, ha vissuto nella città di Rostov sul Don fino al 2014 quando si arruola nell’esercito della neonata Repubblica Popolare di Donetsk che, attraverso un Referendum la totalità del popolo di quella Regione, decide per la sua indipendenza dall’Ucraina, la quale da lì a poco inizia i bombardamenti indiscriminati facendo decine di migliaia di morti ed 1 milione e mezzo di profughi.
“Ha inizio una guerra – dice Vittorio Gigliotti, Presidente di Cantiere Laboratorio – che ha evidenziato tutta la sua brutalità, una guerra “nel cuore dell’Europa” e che il “grosso” e “grasso” occidente ha deciso di ignorare. Ha deciso di ignorare chi, per loro, è dalla parte sbagliata della storia insieme a tutti i bambini morti ammazzati dalle bombe mentre erano a scuola o nelle loro case. Sangue innocente che non fa rumore. Rafi è il volto di questa guerra, è il difensore di questo popolo che, anche senza entrambe le gambe, continua a combattere la battaglia per affermare il diritto di una piccola Nazione ad esistere. Nonostante la disinformazione martellante da una parte ed il silenzio assordante dall’altro, non possono nascondere la verità su una guerra che ho visto con i miei occhi e, insieme ad essa, la dignità di un popolo di cui Rafi Jabar Abdullah è l’emblema, nello stesso tempo, del sacrificio e del coraggio”.

Chiunque volesse aiutare Rafi a camminare può farlo con un versamento intestato ad ASSOCIAZIONE SPERANZA sul conto corrente postale nr. 1024842849, indicando “PROTESI” alla voce causale.
È un gesto di concreta solidarietà che le associazioni sopra riportate hanno deciso di fare, fatelo anche voi.