ANCRI Cosenza all’Altare della Patria per i 75 anni dell’Ordine al Merito della Repubblica

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La delegazione guidata dal presidente Angelo Cosentino ha partecipato alla cerimonia nazionale  e alla conferenza al Campidoglio dedicata al contributo delle donne insignite nella società civile

 

Davanti al Milite Ignoto il silenzio ha un peso diverso. È il silenzio della memoria nazionale, quello che accompagna i gesti solenni della Repubblica. Il 3 marzo, all’Altare della Patria, quel silenzio ha fatto da cornice a un momento che segna simbolicamente il 75° anniversario dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Per la prima volta nella storia dell’Ordine, una delegazione di donne insignite OMRI ha deposto una corona d’alloro in onore dei caduti nell’assolvimento del dovere.

Un gesto semplice ma carico di significato, che ha voluto rendere omaggio a chi ha servito l’Italia con sacrificio e senso dello Stato e, allo stesso tempo, riconoscere il ruolo sempre più centrale delle donne nella vita civile, culturale e istituzionale del Paese.

La cerimonia, organizzata dall’ANCRI nazionale con la collaborazione di Roma Capitale, ha aperto le celebrazioni dedicate ai 75 anni dell’Ordine istituito nel 1951, la più alta onorificenza della Repubblica destinata a chi si distingue per meriti civili e professionali al servizio della collettività.

Tra i presenti anche la delegazione della SezioneANCRI di Cosenza, con il presidente commendatoreAngelo Cosentino, l’ufficialeGiacomo Ferlaino, il cavaliereElena Paola Mittembergher, unica donna nel direttivo, il cavaliereRosario Barilàe il Cavaliere Antonella Spartà, tutti insigniti dell’onorificenza repubblicana.

La giornata è proseguita nella Sala della Protomoteca del Campidoglio con la conferenza dedicata al contributo delle donne insignite della Repubblica nella società civile, occasione per raccontare esperienze di impegno e responsabilità che rappresentano il significato più autentico dell’Ordine.

Perché l’onorificenza della Repubblica non è soltanto un riconoscimento. È anche una promessa: continuare a servire il Paese con senso civico, competenza e responsabilità.

E proprio davanti al Milite Ignoto quel gesto – una corona d’alloro deposta in silenzio – è diventato il simbolo di un legame che attraversa la storia: memoria, servizio e futuro della Repubblica.

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