“Calùra” di Saverio Gangemi approda al Teatro Grandinetti: una presentazione-spettacolo tra letteratura, musica e riflessione sociale

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Lamezia Terme, 25 febbraio 2026 – Un’esperienza immersiva che fonde letteratura, teatro e musica per esplorare i confini di un presente sempre più arido, non solo nel clima ma anche nell’anima. Giovedì 26 febbraio, alle ore 20.30, il Teatro Grandinetti di Lamezia Terme ospiterà la presentazione di Calùra, opera d’esordio di Saverio Gangemi, pubblicata da Rubbettino nella collana Velvet.

 

​L’evento, promosso dall’Associazione teatrale “I Vacantusi” e inserito nella rassegna Caudex, non sarà una semplice presentazione editoriale, ma un vero e proprio spettacolo multidisciplinare. A dialogare con l’autore saranno Sabrina Pugliese, regista dell’evento e direttrice artistica della rassegna, e lo scrittore Marco Stefano Gallo. Per restituire la forza delle pagine di Gangemi, la lettura dei brani sarà affidata a un nutrito corpo di attori: ​Eugenio Nicolazzo, Walter Vasta, Gabriele Parisi, Vincenzo Muraca, Anna Broccardo, Angela Gaetano, Fedora Cacciatore, Arianna Perri. L’atmosfera sonora, fondamentale per riprodurre il ritmo lento ed esasperato del paesaggio descritto, sarà curata dal vivo dai musicisti Vittorio Viscosi e Fabio Tropea.

 

​Calùra arriva al pubblico forte della Menzione Speciale della Giuria alla XXXVII edizione del Premio Calvino. L’opera è stata celebrata come una “versione originale di climate-fiction dai tratti allegorici”, capace di incantare grazie a un’invenzione linguistica magistrale che mescola sapientemente registro colto, dialettismi e arcaismi.

 

​Ambientato in un borgo senza nome dove la vita sembra sospesa, il romanzo racconta di una calura innaturale che devasta ogni equilibrio naturale. Sotto l’ombra di un unico albero superstite, gli abitanti attendono, ripetendo gesti ancestrali in un silenzio assordante.

Gangemi utilizza il pretesto climatico come lente d’ingrandimento sociale: la “calura” diventa metafora di un’umanità che resiste tra ciò che è finito e ciò che deve ancora nascere, espressa attraverso una lingua solida, ritmata e di rara potenza lirica.

​ Ufficio Stampa

Associazione teatrale “I Vacantusi”

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