COSENZA, 40° ANNIVERSARIO DELL’ASSOCIAZIONE COMUNITA’ – FAMIGLIA “REGINA PACIS”

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Un luogo ed un cammino tra l’accoglienza ed il vero sguardo per una speranza concreta suscitata da un incontro che abbraccia, nel concreto, l’esistenza più povera, più fragile, più ferita per cui Cristo è venuto tra gli ultimi e per ciascuno, vincendo la morte contro i retaggi e le tenebre che il male lancia sul mondo per cercare di assoggettarlo.

E’ quanto ha rilanciato con forza, in occasione della ricorrenza della Esaltazione della Croce, il 40mo anniversario dell’Associazione “Comunità- Famiglia Regina Pacis” opera avviata e guidata da Don dante Bruno al servizio dei più deboli, dei più abbandonati, e in modo particolare dei ragazzi toccati dalla piaga della droga, e – come lui stesso ha ricordato durante il momento-  dalla polvere bianca del demonio (una piaga spregevole e devastante), ribadendo che solo se si è aggrappati a Cristo, risorto, appassionato all’Uomo, è possibile riprendersi sempre vincendo le nostre oscurità nella lotta contro i demoni della mente.

L’appuntamento, pensato pure in occasione dell’anno giubilare  della speranza, nel complesso Polifunzionale della città del Sole, in località Badessa di Mussano Superiore ,in provincia di Cosenza, è stato connotato dalla presenza del Vescovo emerito della Diocesi  San Marco – Scalea, Monsignor Leonardo Bonanno che ha presieduto la Santa Messa, concelebrata con più confratelli,  sottolineando diffusamente e mirabilmente, la capacità costruttiva dell’opera di misericordia (dentro le carceri dell’anima, la prigionia  dei vizi e delle dipendenze) nel ricevere, nel far vivere tra i percorsi educativi destinati al disagio, per il quale il sacerdote di Cosenza, appassionatamente, si è implicato con la sua vocazione aderendo sempre più profondamente a quel Mistero di compassione che salva l’Uomo contro ogni solitudine, disperazione, vessazioni, crocefissioni, ferimenti e ammorbamenti del male.

Deserti che impongono di trovare modalità adeguate a favore del bene personale e sociale per esaudire il desiderio di pace di ciascuno senza diventare schiavi dell’odio, sostenendoli nella maturazione della loro libertà e della loro responsabilità, accompagnandoli, così, nello sviluppo dei loro talenti e della loro creatività.

La giornata, per tutto ciò, è stata contrassegnata dalle testimonianze sofferte- contro la vita ed alla ricerca sull’essenziale di questa- di chi è ospite della comunità e da quelle, che cercano di aiutare a comprendere, su come può nascere inaspettatamente un’amicizia al bene e per la pienezza della dignità di ognuno, raccontate dall’avvocato Antonio Mazza, magistrato onorario del Tribunale di Crotone, e da Nino Stilo, presidente dell’Associazione Espero , i quali hanno spiegato, a partire da eventi e desiderio di affermare esempi, gesti e storie dediti  ad una diversità e novità di vita , cosa genera e può portare l’incontro con Cristo e nella sua compagnia, per altro riassunte e richiamate  da Don Dante grato della sua vibrante tensione vocazionale ridestata dal carisma de servo di Dio , don Luigi Giussani che ha seminato, instancabilmente- come ricordato- nel cuore di migliaia di sacerdoti, verità e luce, edificando e liberando, sostenendo e incoraggiando ribadendo l’importanza dell’adesione incondizionata a Cristo.

E’ con questa memoria,  e forza di questa Speranza, che il  fondatore della Comunità famiglia Regina Pacis, presenza che dal 1985 opera in provincia di Cosenza, e non solo,  ha  ringraziato quanti avevano contribuito al gesto, come gli aderenti alla fraternità di Comunione e liberazione, provenienti da ogni parte della regione, per esprimere cosa può costruire un  mondo più umano che ripone la sua forza in Chi ci vuol bene dalla notte dei tempi e non pretende nulla da noi se non  essere fedeli alla Sua Promessa.

E questo scoprendo il Suo Volto e seguendolo con coraggio e abbandono la Sua Parola per gustare una libertà, una pace, una pienezza, una giustizia e bellezza vere: autentici desideri fondamentali della persona.

Solo così l’opera dell’associazione è stata ed è, per chi bussa alle sue porte, un luogo che propone novità di vita, riuscendo ad aiutare ed a tendere la mano, offrendo speranza e possibilità di rinascita per iniziare a cambiare il proprio “io”,  la realtà, proponendo come metodo l’incontro.

 

 

                                                                             g.brunetti

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