Dalle sardine alla piazza : l’acquario del malcontento pop

Ma anche le sardine sono populiste nonostante si propongano contro al populismo? Si perché l’accezione ovviamente non è solo a destra. Sempre se tale distinzione, destra e sinistra, oggi sia ancora possibile. Ma senza un programma propositivo preciso, anche loro sono ‘normalmente populiste’, riempiendo le piazze e cavalcando l’onda della protesta, spontanea o indotta. Laddove populismo, abbia come radice etimologica quel ‘pop’ che tanto sa di gente e di popolo. Dove il termine gente ha sostituito quello di popolo, forse per renderlo più anonimo e facilmente raggiungibile da ogni parte politica. Di fatto, si tratta di riuscire a dare voce proprio alle persone, attraverso le piazze. E le sardine, si sono create proprio sulla piazza, ed a questa e in questa, che continuano a levare la loro voce di protesta, che al di là della destra e della sinistra, sostengono una voce che si erge a nuovo corpo della democrazia. Che forse venne pensata, nella recente già remota genesi, come un urlo direzionato in faccia a un singolo leader.. Ma l’azione programmatica dov’è? Già la base dei loro valori li sostiene il governo attuale, a traino PD, che Zingaretti vuole cambiare e sciogliere dopo le elezioni… Questo movimento di protesta spontaneo, se così può esser definito, ci ricorda i primi passi del M5S. Il cuore del vero populismo è prendere come monito di sommossa, il fermento del malcontento popolare; con quel vago odore anarchico, che poi costruisce un programma e un movimento. Ma cosa succederà? Sarà forse il motore che particolarmente in Emilia muoverà più votanti alle urne? Di sinistra?.. Ma attenzione anche di destra ovviamente.. E proprio come risposta al movimento spontaneo.. Comunque figlio di tanti altri movimenti populisti di protesta, che si muovono proprio da istanze mosse dal basso, di malcontento. Base di ogni populismo che si rispetti, fino ad aggregare la gente nelle piazze.
Si pensi alla Francia, con i gilet gialli. Ma la piazza come si sa, dà e toglie.. . Bisognerà vedere se i contenuti di questo nuovo movimento, che forse sogna di diventare partito, almeno in chi ne vedrà un potere futuro, arriveranno. E che grado d’innovazione vera, sapranno contenere. Ben sappiamo che il potere logora solo chi non lo ha.. perché di questo si tratta, nonostante le divisioni interne, di chi vuole farlo diventare un partito, e chi vuole lasciarlo movimento spontaneo.. non faccia la fine che ha fatto il M5S, che una volta arrivato al governo, ha messo in pratica i principi dettati della scuola della DC.. per riuscire a dialogare praticamente con tutti.. attraverso una traballante filosofia costante. E forse una forte capacità camaleonteica, dinnanzi al cambiamento. Oltre alla prerogativa di tenersi attaccati alle poltrone. Difficilmente la situazione italiana potrà cambiare così.. Ma sappiamo per certo come finirà? Il movimento delle sardine va osservato e oggi analizzato: nel potenziale di muovere malcontenti, giovani, alternativi, anarchicosinistre.. Ex prime donne in crisi identitaria. E varie..Visto dalle piazze e nel come continueranno a muoversi, quanto punteranno ad ingrandirsi e cosa vorranno. Oltre alla necessità di aggregarsi e di gridare a un fine comune, tra musica e balli di gruppi politicamente schierati. Qualsiasi esso sia la destra.. L’anarchia.. Il malcontento.. La sinistra.. L’ambiente o qualcos’altro, che possa essere argomento atto a far riunire la gente e a farla sentire meno sola, in una società esasperata, globalizzata, confusa, invasa, depradata, attaccata da più fronti.. E chiaramente in fuga.