Ex LSU-LPU allontanati di 8 chilometri dal congresso di Forza Italia: “Questa sarebbe la libertà di manifestare?”

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Evidentemente, nella Calabria patinata dei reel istituzionali, della propaganda permanente e dei comizi elettorali, la presenza di lavoratrici, lavoratori e pensionati con stipendi insufficienti e pensioni da fame rischia di disturbare la narrazione.

È questo il punto politico: pensare che dei calabresi possano presentarsi nel giorno della loro festa politica per chiedere il rispetto della parola data è, quindi, uno scenario che qualcuno ritiene inaccettabile.

E se ci si oppone, il messaggio è chiaro: arrivano prescrizioni, divieti, identificazioni, verbali e potenzialmente sanzioni economiche. Così si prova a colpire economicamente proprio chi già oggi fatica ad arrivare alla fine del mese a causa di decenni di scelte sbagliate compiute dai governi nazionali e regionali che si sono succeduti, compresi quelli attualmente in carica.

Questa è l’idea di libertà di manifestazione e di partecipazione che resta oggi ai lavoratori, dentro il clima politico prodotto dai cosiddetti decreti sicurezza.

Ma noi non abbiamo alcuna intenzione di arretrare.

Domani, domenica 17 maggio alle ore 9.30, saremo comunque presenti nell’area di Corso Giovanni Nicotera, nel luogo che ci è stato imposto, trasformando quel presidio in una assemblea pubblica dei lavoratori ex LSU-LPU, per decidere insieme i prossimi passi della mobilitazione.

Invitiamo la stampa, gli organi di informazione, le realtà sociali e democratiche del territorio a essere presenti e a non lasciare passare sotto silenzio questa pagina che riteniamo grave per la democrazia e per il diritto di manifestare.

Rivolgiamo infine un ultimo appello al Ministro Paolo Zangrillo: dopo aver assunto, ormai più di nove mesi fa, l’impegno ad aprire un tavolo nazionale mai convocato, abbia almeno il rispetto istituzionale di ricevere domani una delegazione dei lavoratori ex LSU-LPU.

Perché la dignità dei lavoratori non si può spostare di otto chilometri.

 

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