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Tra “globale” e “locale” Domenico gattuso, Paolo Ferrero e L’altra Calabria a difesa delle fasce popolari e dei territori colpiti dal neoliberismo

Interpretare le problematiche e le potenzialità dei territori calabresi, ma pure le grandi dinamiche economico-finanziarie italiane, europee e mondiali che purtroppo influenzano in negativo quelle politiche. E’ capace di compiere entrambe le operazioni L’Altra Calabria, come dimostrato in occasione della presentazione de “La truffa del debito pubblico”, libro scritto dal segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero, sceso nella nostra regione per sostenere il candidato presidente Domenico Gattuso. Operazione che potrebbe apparire secondaria quella dell’analisi del “globale”. Ma che non lo è perché il “globale”, oltre ad influenzare la sfera sociale, economica ed anche psicologica di ogni cittadino, tocca il “locale” in termini di vivibilità del presente e prospettiva del futuro. Nel ragionamento con Ferrero, è emersa tutta la violenza neoliberista che spinge il governo italiano a chiedere sacrifici economici ad ampie fasce popolari e privilegiare ristrette cerchie ricche, così come ad attuare misure recessive che bloccano occupazione e sviluppo a vantaggio degli interessi economici e finanziari. E che lo spinge a penalizzare i territori come la Calabria sempre più costretta a convivere con tagli di spesa pubblica che si ripercuotono negativamente sulla risoluzione di criticità in ambiti come sanità o trasporti e sulla creazione di opportunità di un futuro migliore. «C’è una nefasta egemonia dell’economia e della finanza sulla politica. Quasi “divina”, visto che si parla di “sacrifici” per ingraziarsi le “divinità” dei mercati. Il debito non ha nulla a che vedere con la spesa pubblica, è dal ’92 che spendiamo meno di quanto incassiamo. Il debito è dato dalla speculazione sui titoli di Stato nata dopo la separazione dell’81 fra ministero e Banca d’Italia e lo Stato, per scelta propria, è costretto a pagare tassi da usura. Tagliare la spesa pubblica è una porcheria, così non si crea lavoro e benessere. C’è necessità di sinistra, siamo partiti nel processo di costruzione di un soggetto politico che continuerà al di là del risultato elettorale. In Calabria, in Italia e in Europa vogliamo connettere la questione sociale e democratica a quella del controllo popolare» ha affermato Ferrero nel corso di un ampio ed approfondito intervento tecnico al termine del quale ha avanzato la “terza via” della ricontrattazione dei trattati europei senza uscire dall’Euro. Svariate le soluzioni individuate dal segretario del Prc e dagli economisti Franco Iaria e Domenico Marino presenti all’incontro, fra le quali patrimoniale sui grandi capitali, rimodulazione fiscale e tagli alle spese improduttiva. E tanti i numeri venuti fuori, come il 60% di ricchezza al 10% di italiani, testimonianze degli intollerabili squilibri fra ricchi e poveri. Temi, questi, ripresi anche da Gattuso, a dimostrazione come L’Altra Calabria sia organica al progetto di sinistra in atto in Italia e in Europa nato intorno ad Alexis Tsipras. Ma, ovviamente, il docente di Ingegneria dei trasporti alla “Mediterranea” si è concentrato sui grandi temi calabresi. «Dobbiamo uscire da sabbie mobili nelle quali ci hanno portato le forze politiche che hanno governato la Calabria negli ultimi vent’anni portando alla perdita di diritti, vivibilità, occupazione e, come testimonia la continua migrazione che sta desertificando la nostra regione, giovani, quindi di futuro. Noi abbiamo le idee chiare su quali settori puntare, a partire da ambiente e cultura, così come trasporti e logistica. Non secondo la filosofia delle “grandi opere”, ma seguendo quella di azioni piccole e distribuite per portare qualità di vita, occupazione e sviluppo, ad esempio, mettendo in sicurezza il territorio, potenziando una mobilità e una sanità che sono allo sbando, salvaguardando e valorizzando risorse territoriali, attraverso precisi progetti consultabili su www.perunaltracalabria.it. L’Altra Calabria è l’unica alternativa, fatta di donne e uomini che non sono politici di professione, ma persone con un bagaglio di ideali e competenze acquisito in esperienze civiche e professionali» ha concluso un Gattuso che ha stigmatizzato uno sbarramento elettorale calabrese dell’8% voluto da centrodestra e centrosinistra, ritenuto incostituzionale perché mina democrazia e rappresentanza e verso il quale si adirà alle vie legali.

 COMITATO L’ALTRA CALABRIA