Granata(Legalità Democratica). ASP Cosenza, appalto da oltre 27 milioni per CUP e servizi amministrativi: aggiudicazione definitiva tra ombre e interrogativi

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L’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza ha formalizzato l’aggiudicazione dell’appalto quinquennale per la gestione dei servizi di CUP, Cassa Ticket, ALPI, accoglienza, comunicazione e supporto amministrativo. Il contratto è stato assegnato al Consorzio Nazionale Servizi (CNS), risultato primo classificato nella graduatoria finale con un punteggio complessivo di 92,46 punti su 100.

L’operazione ha un valore contrattuale di oltre 27,2 milioni di euro per cinque anni, mentre il valore complessivo stimato dell’appalto, comprensivo di opzioni e proroghe, supera i 57,7 milioni di euro.

Secondo quanto riportato nella deliberazione n. 808 del 12 giugno 2026, la gara è stata svolta attraverso il Sistema Dinamico di Acquisizione della Pubblica Amministrazione (SDAPA) gestito da Consip e ha visto la partecipazione di sei operatori economici.

Una gara costruita su un lotto unico

Uno degli aspetti che merita attenzione riguarda la scelta della stazione appaltante di concentrare tutte le attività in un unico lotto.

L’ASP motiva tale decisione con la necessità di garantire uniformità gestionale, integrazione organizzativa e coordinamento operativo dei servizi. Tuttavia, il raggruppamento in un unico affidamento di attività eterogenee come CUP, cassa ticket, accoglienza, comunicazione e supporto amministrativo potrebbe sollevare interrogativi sotto il profilo della concorrenza.

La normativa sugli appalti pubblici prevede infatti che la mancata suddivisione in lotti sia adeguatamente motivata, proprio per favorire la partecipazione delle piccole e medie imprese. Sarà quindi importante verificare se la motivazione contenuta negli atti di gara sia sufficientemente dettagliata e supportata da una concreta analisi organizzativa.

Il caso Covisian: da proposta di esclusione a riammissione

Particolarmente interessante appare il passaggio relativo alla società Covisian.

Dalla documentazione emerge che il Seggio di Gara aveva formulato una proposta di esclusione nei confronti dell’operatore economico. Successivamente, il Responsabile Unico del Progetto, riesaminando gli atti, ha ritenuto non sussistenti i presupposti per l’esclusione e ne ha disposto la riammissione.

La procedura di soccorso istruttorio ha coinvolto anche altri concorrenti, ma il caso Covisian assume particolare rilievo perché la proposta di esclusione è stata superata da una diversa valutazione del RUP.

Senza l’esame dei verbali integrali non è possibile esprimere giudizi definitivi. Tuttavia, proprio le ragioni della proposta di esclusione e della successiva riammissione rappresentano uno dei punti che potrebbero essere oggetto di ulteriori approfondimenti da parte degli operatori interessati.

Il peso determinante dei punteggi tecnici

L’esito finale della gara è stato fortemente influenzato dalla valutazione tecnica.

CNS ha ottenuto il punteggio massimo previsto per l’offerta tecnica, pari a 70 punti, mentre il secondo classificato GPI si è fermato a 59,865 punti.

La differenza economica tra le offerte non appare da sola sufficiente a spiegare il distacco finale. È stata quindi la valutazione qualitativa a determinare in modo decisivo la graduatoria.

In questi casi, la trasparenza delle motivazioni tecniche assume un’importanza fondamentale. Saranno i verbali della Commissione Giudicatrice e le relazioni tecniche a consentire di comprendere nel dettaglio le ragioni dell’attribuzione dei punteggi.

Verifica dell’anomalia: un passaggio da approfondire

La deliberazione afferma che il sistema non ha rilevato i presupposti per l’attivazione del procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta.

Anche in questo caso la motivazione è sintetica e rinvia alle elaborazioni automatiche della piattaforma SDAPA.

Per gli operatori che intendessero approfondire la regolarità della procedura, sarebbe utile acquisire il dettaglio dei calcoli effettuati dal sistema e la documentazione relativa alla determinazione della soglia di anomalia.

Nessun vizio evidente, ma restano domande aperte

Dall’esame della deliberazione non emergono, allo stato, elementi tali da far ritenere manifestamente illegittima l’aggiudicazione.

Tuttavia, alcuni aspetti meritano ulteriori verifiche documentali:

  • la motivazione della scelta del lotto unico;
  • il procedimento di soccorso istruttorio;
  • la proposta di esclusione e la successiva riammissione di Covisian;
  • i criteri applicati nella valutazione tecnica;
  • le modalità di verifica dell’anomalia.

Solo l’accesso agli atti completi della procedura potrà chiarire se tali elementi costituiscano semplici passaggi fisiologici della gara oppure profili suscettibili di contestazione.

Per il momento, l’appalto da oltre 27 milioni di euro entra nella fase conclusiva, ma alcune domande restano aperte e meritano risposte trasparenti nell’interesse della concorrenza e della corretta gestione delle risorse pubbliche.

Il Presidente dell’Associazione Legalità Democratica Avv. Maximiliano Granata

 

 

 

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