Il porto della Citta’ della Piana, la Citta’ del Porto

E’ un connubio inscindibile, paradossalmente diremmo un “sinonimo”, anzi di più, “lapalissiano”. E, nel caso della “Città della Piana” di Gioia Tauro e del suo Porto, è un accostamento di termini appropriato e fondamentale, anzi vitale. Perchè della nascita e “IDENTIFICAZIONE DELLA CITTA’ DELLA PIANA CON IL SUO PORTO E VICEVERSA” non si può in alcun modo farne a meno! Anzi, siamo già in forte ritardo !!!
La validità di questo assunto, ha oggi una conferma in più nella vicenda verificatasi al recente Meeting di Rimini del 22 agosto nel quale il Ministro delle Infrastrutture Giovannini (non nuovo a sparate del genere quando parla di Sud !) ha affermato, salvo subito dopo ritrattare con un’incredibile giravolta semantica, che “non si può far viaggiare le merci per tutta l’Italia e l’Europa in treno quando si può invece farle arrivare direttamente a Genova”.
Si è dimostrato, Giovannini, un ministro parziale (tutto a favore del Nord), informato a senso unico, con forti pregiudizi per il Sud e antitaliano, che sbandiera a destra e a manca opinioni senza alcun valido fondamento politico e economico, che danneggiano la “Città della Piana” e il Sud e pericolose per il futuro dell’Italia. E quel che è peggio il suo partito di riferimento non ha proferito parola in merito !!!
Intanto vorrebbe negare, implicitamente, una più che decennale politica europea incentrata sui corridoi (in particolare sul corridoio Berlino-Palermo, sulla cui direttrice si trova il Porto di Gioia Tauro, la cui visione strategica è di guardare al Sud del mondo), che ha programmato la realizzazione di questa connessione infrastrutturale e economica tra Europa e Africa, il continente cioé che avrà il più forte sviluppo economico nei prossimi 20 anni.
Con la sua pessima battuta Giovannini mette pertanto in dubbio, indirettamente, anche la necessità di realizzare l’alta velocita/capacità ferroviaria al Sud e il Ponte sullo Stretto, la ZES, lo sviluppo del Porto di Gioia T. e con essi, in definitiva, l’intero sviluppo del Sud, in evidente contrapposizione non solo al governo Draghi, di cui fa parte, ma al PNRR e a tutta la Strategia Europea (a che servirebbe infatti realizzare queste infrastrutture se per spostare le merci basta ed avanza il Porto di Genova?).
E’, in sostanza, la prosecuzione di una vecchia politica di massicci finanziamenti, in buona parte con il PNRR, di oltre 13 MLD di euro per rafforzare Genova e il suo Porto (Nuova Diga foranea, Gronda, terzo valico ferroviario, ecc.) che non trova riscontri in Calabria e che denota l’intenzione di proseguire, a danno del Sud, nella sciagurata politica della c.d. “locomotiva del Nord”, responsabile del declino economico dell’Italia nell’ultimo trentennio.
Fortunatamente ci ha pensato il Presidente dell’Autorità Portuale Andrea Agostinelli, presente a Rimini, a scuotere elegantemente Giovannini dal suo blocco mentale (tant’è che il giorno seguente ha tentato goffamente con una nota di aggiustare il tiro delle sue precedenti infelici dichiarazioni).
Agostinelli gli ha illustrato infatti efficacemente la forte “connettività del Porto di Gioia T., i suoi alti fondali capaci di accogliere navi transoceaniche, le sue ampie e performanti banchine, la nuova ferrovia portuale recentemente realizzata”; infrastrutture che stanno mettendo il Porto in condizione di poter “servire via ferro da Gioia Tauro il resto d’Italia (per fine anno si prevedono ben 900 treni in partenza dal Porto), a condizione però che si realizzi in tempi rapidi l’AV/C ferroviaria”.
Ed è anzitutto su questa fondamentale infrastruttura che si giocherà il futuro della Calabria e del Sud !
Altre due condizioni che devono verificarsi affinché l’intero Sud e il Porto decollino, fino a consentirgli di poter raggiungere livelli Nordeuropei di movimentazione container, condizioni da tempo sollevate sia dal prof. Aurelio Misiti che dal nostro Coordinamento, sono l’apertura del canale portuale a Nord fino a S. Ferdinando, per accelerare il transito delle grandi navi e triplicare la quantità di container movimentati, sia la creazione della “Città della Piana” a supporto del Porto e del territorio.
Anche e soprattutto perché un grande Porto, per difendersi e crescere nell’aspra concorrenza portuale non solo mondiale ma anche italiana, ha estremo bisogno di avere al suo fianco non dei piccoli paeselli privi di risorse per pianificare adeguate visioni e politiche strategiche, ma una grande Città che sappia porre le basi per concorrere dignitosamente nella loro reciproca crescita, magari fcendo proprio lo slogan identificativo “IL PORTO DELLA CITTA’ DELLA PIANA, LA CITTA’ DEL PORTO DI GIOIA TAURO”.

Cittanova 30.08.2022 Armando Foci