Il teatro in città, per la città

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Il Teatro di Calabria lancia una l’originale sfida nuova e Città del Sole Edizioni pubblicherà le sceneggiature, inaugurando una nuova, preziosa, collana teatrale.

È con convinzione profonda e autentica passione che il Teatro di Calabria “Aroldo Tieri” accoglie la sua nuova missione: far risuonare l’anima del teatro nel cuore pulsante della città e per la sua gente.

E tal visione è stata svelata lo scorso 23 settembre, nella prestigiosa sala adibita a mostra permanente del MARCA, il museo catanzarese, dinanzi a un pubblico attento e a un parterre di relatori di grande spessore.

A coordinare il giornalista Raffaele Nisticò, membro del comitato scientifico dell’Associazione Teatro di Calabria “Aroldo Tieri”.

L’opera scelta per inaugurare questa nuova “palestra” culturale, alla quale l’intera città è invitata a partecipare attivamente, è “I Persiani” di Eschilo. Scritta nel 472 a.C., questa tragedia immortale narra la storica disfatta dei Persiani a Salamina per mano dei Greci, un monito senza tempo sulla superbia e sulla fragilità del potere.

Per tessere un legame indissolubile tra la città e l’arte scenica, il direttore artistico Francesco Mazza e il regista Aldo Conforto hanno ideato un percorso di coinvolgimento profondo e capillare.

Questo itinerario culturale abbraccerà tutte le produzioni in preparazione, dall’autunno imminente fino alle vibranti stagioni primaverile ed estiva.

Il repertorio spazierà da “Tibi e Tasciale due anime calabresi“, tratto dall’omonimo romanzo di Saverio Strati, a “Raputs” di Saverio Montalto; proseguirà con “Quasi una vita” dello scrittore di San Luca Corrado Alvaro, fino a toccare “L’utilità dell’inutile” del compianto Professor Nuccio Ordine, scomparso due anni fa.

L’idea centrale, delineata con fervore durante la serata, è quella di trasformare la cittadinanza in parte attiva e co-creatrice degli spettacoli, coinvolgendola in ogni fase preparatoria: dalla creazione dei costumi alle scenografie, dalla partecipazione ai casting per la selezione degli attori alla scelta delle musiche e delle location più suggestive.

Il regista del Teatro di Calabria, Aldo Conforto, mettendo a completa disposizione i talenti suoi sottolineava che “s’apre una nuova stagione della mia vita. Dopo anni di intensa attività nel mondo del teatro, questo progetto suscita in me nuovo, travolgente entusiasmo. È una sfida che desidero intraprendere con tutto me stesso. Catanzaro deve, e sono convinto che possa, aderire con fervore, perché il teatro è nato tra la gente e forse ora si è allontanato troppo. Il teatro arricchisce la vita di chi lo frequenta”.

Ad intervenir per primo, però, è il Presidente della Provincia di Catanzaro, Amedeo Mormile, che ha abbracciato con entusiasmo la causa dell’Associazione Teatro di Calabria, mettendo a disposizione due sedi autorevoli per lo svolgimento delle attività: la Sala delle Giovani Idee, immersa nel Parco della Biodiversità Mediterranea “Michele Traversa”, e la Sala Panoramica del Museo delle Arti del MARCA. Ed ha pure sottolineato che tocca a chi amministra trovar spazi per iniziative simili, cioè capaci di elevare con la propria azione l’offerta culturale del territorio.

L’Assessore alla Cultura del Comune di Catanzaro Donatella Monteverdi, oltre a portare i saluti del Sindaco Nicola Fiorita, ha espresso il proprio convinto appoggio al progetto “Come nasce uno spettacolo”, definendolo originale, innovativo, d’utilità per l’intera collettività.

 
Quindi, il regista Aldo Conforto ha invitato gli attori per una breve ma suggestiva esibizione, preludio al coro che rappresenterà “I Persiani” il prossimo 18 ottobre nell’anfiteatro Zaro Galli, all’interno del Parco della Biodiversità. I coristi che ne hanno preso parte sono stati gli attori Domenico Polizzi, Egidio Gemelli, Rino Valentino, Gino Mariano Mazzotta, Raffaele Cusato, Gabriele Ruggiu, Leonardo Candiloro e Stefano Natale Rodà. È stato poi il momento di un dialogo intenso tra Atossa interpretata da Anna Maria Corea (veterana del Teatro di Calabria) e un corifeo, l’attore lametino Eugenio Nicolazzo, nonché della toccante esibizione dello sconfitto e disperato Serse, interpretato dall’attore professionista Marco Trebian. Quest’ultimo, oltre al ruolo di Serse, ricopre nella compagnia quello di aiuto regista e, in una sua breve dichiarazione, ha espresso la doppia felicità di ritornare nella sua città natale, Catanzaro, esercitando la professione sua.

A conclusione della performance l’attrice Anna D’Alfonso che ha, nello spettacolo, il ruolo di dare voce alle madri dei soldati caduti in guerra, ha offerto un ulteriore assaggio di quel che accadrà il 18 d’ottobre.

Molto apprezzato è stato l’intervento di Aldo Fiale, curatore dell’adattamento dei testi. Ha spiegato d’essersi concentrato, in perfetta sintonia con le esigenze del regista, su tre pilastri fondamentali: la follia delle guerre, la tracotanza di Serse e l’assoluta chiarezza del testo, affinché possa arrivare ed essere pienamente compreso dal pubblico.

Il Magnifico Rettore dell’Università Magna Grecia di Catanzaro, Giovanni Cuda, ha ribadito la vicinanza dell’ateneo al progetto, ritenendo cruciale favorire l’incontro e la sinergia tra la compagnia e gli studenti. “Il teatro, per i giovani, funziona come un potente antidoto alle avversità della vita, promuovendo la crescita personale e plasmando le menti per il futuro”.

Il responsabile del Tchaikovsky di Catanzaro, Amedeo Lo Bello, ha aderito con entusiasmo alla richiesta del Teatro di Calabria di comporre le musiche per l’imminente rappresentazione, sottolineando l’importanza intrinseca della musica nel teatro greco. Ha inoltre precisato di aver già collaborato in passato con l’attore-regista Pino Michienzi, in un’esperienza che lo aveva influenzato profondamente.

All’archeologo Francesco Cuteri, invece, è stato affidato il delicato e arduo compito di garantire la rigorosa scientificità nella scelta dei costumi, delle maschere (realizzate dal Maestro Aldo Conforto, anch’egli regista) e delle scenografie: “il valore del laboratorio che Catanzaro avrà la fortuna di vivere è inestimabile. La competenza e la dedizione che animano questo progetto devono essere osservate con attenzione e fatte proprie dalla comunità. È un’occasione da non perdere; tutti, dalle istituzioni alla cittadinanza, dovrebbero avvinghiarsi alla saggezza di questa iniziativa. Il passato, sia remoto che recente, non può e non deve essere cancellato: questa forma di bellezza va preservata e tramandata, poiché solo così si può tentare di recuperare quell’identità parzialmente smarrita.

Ha concluso Francesco Mazza, direttore artistico del progetto, illustrando la genesi di questa avventura: “era il 18 giugno del 2025, solo 90 giorni fa. Abbiamo già percorso molta strada e tanta altra ne vogliamo percorrere. Non ci siamo inventati niente di nuovo, abbiamo semplicemente pensato di riproporre ciò che altri, qui e altrove, hanno già provato a fare. Ci riusciremo? Non lo so, ma noi ci crediamo fermamente e ci impegneremo con tutte le nostre forze”. E ancora: “forse siamo credibili? Non so, certo è che cittadini, imprenditori e istituzioni ci stanno fornendo quegli elementi essenziali per continuare a sperare”. E ha concluso rivolgendo un sentito ringraziamento agli attori per l’impegno dimostrato nelle estenuanti prove, al regista, senza la cui umanità e bravura questo progetto non avrebbe mai preso il via, alle istituzioni presenti – Comune, Provincia, Università, Tchaikovsky, dedicando, poi, un pensiero alle preziose contaminazioni nate dalle collaborazioni intraprese con l’Associazione Teatrale Antrophino di Catanzaro, con l’Associazione G.A.L.A. di Lamezia Terme e con la UILT Calabria, la cui responsabile Giusi Fanelli era presente in sala.

 

Ultimi due adempimenti, sempre a cura del direttore artistico Francesco Mazza: il “grazie” all’attore Bunty Andrea Giudice, autore di alcuni bozzetti di scena e con, nello spettacolo, un ruolo ancora non svelato, e l’importanza del libro/copione che sarà pronto per la giornata dell’inaugurazione. “Città del Sole Edizioni, casa editrice di Reggio Calabria, ha aderito con entusiasmo alla proposta di inaugurare una collana dedicata alle opere che verranno portate in scena. Ogni opera teatrale non può cadere nel dimenticatoio dopo le sue rappresentazioni: il libro, che verrà messo in vendita a € 10.00, avrà il compito di tenere in vita, rendendolo così eterno, lo sforzo corale dell’intera compagnia”.

 

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