L’azienda conserva parte della proprietà a superficie boschiva ed
elimina dall’atmosfera 750 tonnellate di CO2 all’anno
Valdobbiadene (Treviso), 6 luglio 2026
Ci sono valori che non si dichiarano, si praticano. Per Col Vetoraz la sostenibilità appartiene da
sempre a questo patrimonio, un modo di lavorare che nasce dal profondo legame con la terra di
Valdobbiadene e si traduce, ogni giorno, in scelte capaci di preservare il territorio da cui prendono
vita i suoi vini.
Dalla terra, alla vite, al calice ogni scelta compiuta ha sempre avuto un obiettivo preciso;
produrre eccellenza. Un percorso di grande responsabilità, fatto di scelte impegnative, anche
controcorrente, nelle quali la qualità è sempre stata di ispirazione, e dove l’eccellenza si raggiunge
sempre e solo attraverso comportamenti etici e sostenibili.
Nell’area dei 15 comuni della denominazione Conegliano-Valdobbiadene DOCG si calcola che
oltre il 40% sia occupato da terreni boschivi.
In questo scenario si inserisce l’impegno di Col Vetoraz, che contribuisce alla tutela attraverso la
conservazione di 25 ettari di superficie boschiva. Si stima che un ettaro di bosco possa assorbire
circa 30 tonnellate di CO2 all’anno. La scelta operata dall’azienda contribuisce quindi ad eliminare
dall’atmosfera circa 750 tonnellate di CO2 all’anno, pari alla quantità prodotta annualmente da
125 abitanti italiani.
Un dato ancora più significativo se rapportato alla dimensione aziendale: con una filiera produttiva
di 25 addetti, la conservazione del bosco consente di compensare una quantità di CO₂ cinque
volte superiore a quella da loro generata.
«Per noi la sostenibilità non è un obiettivo da raggiungere, ma una responsabilità da esercitare
ogni giorno, afferma Francesca Miotto, vicepresidente e responsabile della comunicazione.
Custodire il territorio significa garantire un futuro al nostro lavoro e alle nuove generazioni. È una
visione che guida ogni decisione, dalla gestione del bosco alla cura dei vigneti, dall’utilizzo delle
risorse energetiche fino al rispetto della biodiversità. Perché siamo convinti che un grande vino
possa nascere solo da un ambiente sano, vivo e preservato.»
Questa filosofia si riflette nella gestione quotidiana del territorio. Durante l’anno viene eseguita una
pulizia a cadenza regolare (sfalcio erba, rovi etc) con conservazione dei nuovi polloni (germogli)
spontanei. In questo modo, oltre a permettere alla vegetazione di infittirsi, viene garantito il
ricambio di crescita se un albero per cause naturali dovesse morire. In vigneto viene mantenuta la
vegetazione spontanea inclusi i fiori, senza estirparli alla radice. I nidi di animali tra le viti
vengono anch’essi conservati senza spostarli. In caso di passaggi di animali selvatici, il lavoro in
corso viene spostato più lontano per non disturbarli, mentre per allontanare quelli che arrecano
danni alle viti vengono utilizzati repellenti naturali.
L’azienda dispone oggi di due impianti fotovoltaici, uno di 120KW di potenza presso la sede
principale ed e uno di 150KW nella sede logistica. A questi si aggiungerà a breve un ulteriore
ampliamento di 40 kW, accompagnato da un sistema di accumulo, con l’obiettivo di incrementare
ulteriormente la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili.
Sono azioni queste che, se considerate singolarmente, raccontano una scelta, se osservate nel loro
insieme delineano una cultura d’impresa. Quella adottata da Col Vetoraz considera la tutela del
paesaggio e delle risorse naturali non un elemento accessorio, ma la condizione imprescindibile per
continuare a produrre qualità nel pieno rispetto del territorio che lo rende unico, il Conegliano
Valdobbiadene DOCG.
Per Col Vetoraz l’eccellenza non si misura soltanto nel calice: nasce dalla capacità di restituire
valore al luogo da cui tutto ha origine.
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