Le rubriche della sera il Perdono: Quando il cuore decide di essere libero. Di don Gaetano Maria Sacca’

Shares

Ci sono ferite che il tempo non riesce a cancellare. Parole, tradimenti, ingiustizie e delusioni possono rimanere dentro di noi per anni, trasformandosi lentamente in amarezza. 

Eppure arriva un momento in cui siamo chiamati a scegliere: continuare a portare il peso di ciò che ci è stato fatto oppure liberarci dal male ricevuto.

Perdonare non significa dimenticare.
Non significa dire che il male non è accaduto, né giustificare chi ci ha ferito. Il perdono non cancella la verità e non impedisce alla giustizia di fare il suo corso. Significa, piuttosto, decidere che quella ferita non continuerà a governare la nostra vita.

Chi non perdona rischia di rimanere legato proprio alla persona e all’evento da cui vorrebbe liberarsi. Il rancore diventa una catena invisibile: crediamo di trattenere l’altro nel nostro giudizio, mentre spesso siamo noi a rimanerne prigionieri.

Perdonare è allora un atto di libertà.

Per il cristiano questa libertà assume un significato ancora più profondo. Gesù, dalla Croce, pronuncia parole che sembrano umanamente impossibili: «Padre, perdona loro». Non nega il male che sta subendo, ma impedisce al male di generare altro male.

Forse il perdono più autentico comincia proprio così: non quando il dolore è scomparso, ma quando decidiamo che il dolore non avrà l’ultima parola.

Ci sono perdoni che richiedono tempo, silenzio, lacrime e perfino distanza. Ma ogni volta che rinunciamo alla vendetta, ogni volta che smettiamo di alimentare il rancore, una porta dentro di noi comincia ad aprirsi.

E dietro quella porta c’è la pace.

Perdonare non cambia il passato.
Ma può cambiare il futuro. 

Check Also

ANNO SCOLASTICO 2026/2027 – IL 15 SETTEMBRE LA SCUOLA DI AGNANA RIAPRE REGOLARMENTE

Cara Comunità Agnanese, posso finalmente condividere con voi una notizia che, in questi giorni, abbiamo …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Non puoi copiare il contenuto di questa pagina