MADONNA DEL ROSARIO, TU CHI POI… … COGENZE E PROCESSIONI A PALMI, SEMINARA E ALTROVE

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“Madre d’ogni cosa la più Santa, con i tuoi apostoli Domenico e Caterina, regalaci il Santo ardore del tuo discepolo MRPadre Bartolo Longo  che animò la vita cristiana di Pompei dei secoli XIX – XX e XXI e per sua intercessione gli apostoli di tali tempi affinchè con l’aiuto della Santissima “MAMMA NUOSTA”possiamo rendere il culto dovuto a Maria Santissima. Pochi sanno quel che ora sto per dire e cioè che S.Bartolo Longo avrebbe dovuto portare nel nuovo complesso pompeiano l’icona di “Maria Santissima Liberatrice dai Flagelli” ora a BOSCOREALE (Na 3 km oltre Pompei) ma per una congerie di circostanze imprevedibili portò nel Santuario, nomato oggi la “Lourdes d’Italia”, e su un carro pieno di stabio

l’Immagine che noi adesso amiamo qual devoti Figli di Maria. E ancora ci prostriamo ai suoi piedi, gridando “MISERICORDIA, MISERICORDIA!”. L’ideale di Bartolo Longo fu un immenso Santuario che addivenisse da “zentrum”  escatologico e mariano anche per i cives “della morta gora”e così fu per la Chiesa grande o SANTUARIO del 1901. Laddove l’ impazienza per il rinato tempo rifuggì l’appieno del maturare delle epoche e dei giorni il Winkelmann sembrò risucchiare il Longo, ma la Madonna del Rosario della Valle di Pompei risucchiò tutto e stabilì – ironia della sorte!- il suo stabile trionfo con la SUPPLICA A MARIA che è un capolavoro letterario per gli studenti/esse di tutti i tempi e di tutti i mondi possibili.

Anche la “corona del Santo Rosario” subì un’onta similare perchè già santa Caterina da Siena e San Domenico avevano – si dice! – fatto il loro tempo, ma il QUADRO umanamente e ovunque suffragato anche da san Ludovico fra’ da Casoria ebbe in Don Valentino Marino il suo alfiere più valido, avendo Egli reduce dagli USA visitato San Bartolo nel 1902.

Non si tratta solo di “conoscenze pro-biotiche” ma di passi verso la Santità semplice, amministrata dalla Chiesa e futuramente già attiva nei regni del futuro sentire mariano. San Salvo d’Acquisto docet!

Pompeji congiunge il neoclassicismo e il romanticismo all’ancor più visibile nudo perché qui la Nativitas fa Unusunum con la realtà del nudismo che bello è nelle sue forme precedentemente accantonate e riprese, dileggiate e … in un gioco di idee ridate e micro/macro ripristinate. L’Ususunum è X.to sempiterno e la Mia (Petrarca)-Donna è la Madonna Santissima. La novità del Cristo in Cielo la puoi vedere nella processione del CRISTO LUNGO il 25 agosto o il venerdì santo a Castroreale (ME) dove non dileggia la misura del X.to issato ma la reale bontà della manifestazione folklorica.

Et de hoc non satis est. La parte più “poetica” della Supplica a Maria del Rosario… “O ROSARIO benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai di conforto nell’ora di agonia, a Te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il Nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei,o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana Consolatrice dei mesti. Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in Cielo

(per i bambini) Ti lodiamo noi bambini cara Myriam, dolce nostra Mamma Celeste, facci sempre degna del tuo amore aiutaci col Papa ad imparare il  +Segno della Croce che divenuto la “firma di Dio” presso i popoli e le nazioni diventi Esso caro distintivo di tutti noi che ti amiamo. Aiutaci o amorosa, consolaci o Pia, dai un senso alla nostra vita, dolcissima Signora Maria! AMEN.

La Processione per antonomasia tra tutte durante l’anno è quella del S:S: Corpo e Sangue di Cristo, che avviene solitamente quotannis in giugno.  

E , segnalatamente, la più convincente tra tutte …   .. Si porta in giro (girianu) la santissima Eucarestia sotto le due specie. Peraltro in alcune località si girianu anche i Santi (tredici= per Campobasso) l’attenzione alibi è suffragata da “poliostensorio” che contiene il Corpo e il Sangue del Redentore. A Bari (Barium) ho assistito personalmente presso la Chiesa del Rione San Paolo a qst evento da cui a farla da padrone è la Santa

Messa che poco alla volta cedeva all’oggi évènementiel della pro- processione di ringraziamento. Fer ex ferro, Xto si celebra in ogni modo trionfalmente “perché Gesù Cristo lega con Maria”. 

Filius dotatus praesentatur a Mea (MA- Francesco Petrarca) DONNA: si capisce chi è il “DONNINNARU” della Madre se vogliamo recepire il fruttuoso messaggio del “Corpus Domini”: ripetiamo la Madonna Santissima  e il “Corpo” nn esangue del Figlioletto Gesù.

E’ CRISTO EUCARISTICO che viene portato processionalmente per le vie di Palmi (RC) come della Jonica, di Cosenza come del Vaticano, di Massa e Carrara, di Latina come di Romagnano Sesia, di Kroton etc. Ah, il Xto Eucaristico, ah la di Lei Mater, ecco quando rovisti i tuoi libri mm di più tu riesci ad avere in senso laudativo semper, sempre !!

Gli striscioni inneggianti all’Eucaristia non mancano affatto, le insegne, i baldacchini, gli ombrellini dell’Annunciazione pure: se il timbro vocale viene dalle orientali posture allora anche lo Yingyiang coinvolge faddhetti non identificati prima … Ma la grande la portano i bardacchini imponenti, colorati, essenziali e co-partenti dove in singolo recano una o più iscrizioni, una o più immagini ma sempre uno e uno solo voto … Votum feci gratiam accepi …   .. è una “grazia” che si deve chiedere, è un tempo che conviene chiudere, è un Sanctorum Omnium che bisogna sagrare nel nostro Corpo e col nostro Sangue ! Dunque Corpus atque Sanguis Christi dilexit nos – direbbe Papa Francesco al culmine dei suoi giorni.

“Heic apparuit resortus Sol qui nostras differentias abscondit ex aperto suo Corde pro Lucem quae ex interioritate sua velle vult.”(Franciscus 24.XI. AD/M MMXXIV).

“SI QUAERIS MIRACULA ! Con la processione nel 1903 l’Abate MARINO portò a Palmi anche il responsorio di Sant’Antonio di Padova il “Grande” Intercessore e Taumaturgo di una societas del malessere che ha avuto così anche qst gioia di avere la festa civile in una città massone e frammassone che vedeva la Chiesa santa di Dio come “opinabile aliquid” Quae in corde Matris semper vividum est”. Sant’Antonio a Padua crevit in miraculis fecit et pro miracula coram sacrosancta  habuit.  

Con la festa della MADONNA DEL CARMINE Peppino DE FILIPPO non celò un celestiale mistero e non parva sincresi riferentisi alla Vergine-Madre ma fece dire espressamente nel “contesto” l’esattezza della proposizione  …  ..  RISPOSTA ESATTA ! Questa la scienza del Commediografo qst l’esattezza della risposta!

E’ Lei, sincronizzatrice di ogni risposta, volle già da allora  una nuova Festa per Palmi il 16 Luglio 1894, una festa che fosse Divina per il sensus che la Urbs palmensis si apprestò a vivere con dignità e progressione di voti, con felicità, con sentimento di gratitudine e grandeur urbano, nelle divitiis Fidei et capitis corrugatione, gioia impari non est, semper, semper et semper! Non a caso i Palmesi iniziavano i bagni di mare il 16 luglio, festa liturgica di Maria Santissima del Carmelo “la Patrona dal miracolo”. Il sentimento di gratitudine è tuttora coltivato dal popolo memore delle differenze delle opposte celebrazioni: liturgica quella del 16 luglio, penitenziale quella del 16 novembre. Di esse sono vivido esempio due sacerdoti carmelitani mesagnesi MRP Anselmo Cosimo Leopardi e MRP Giovanni DI MILITO due secolari “Colonne” dell’O. Carm.

Le “jolle” o “barcareddhi” erano le cose del primario immaginario collettivo delle due feste del Carmine palmesi, due in unum honorantes a’ Madonnuzza du Carminu, la Madonna di Palmi, la Madonna e basta. Tutte le Chiese della Città –se ci fate caso- sono a Lei dedicate e quella della Sacra Famiglia non forse pure? Nella Sacra Famiglia c’è la Madonna e la Beata Vergine non vuole peraltro che con un Nuovo Titolo mariano quando noi onoriamo il prossimo Tempio che andremo a costruirLe ? Ecco dunque di nuovo le “Jolle” con la loro luce serale parlarci di Maria … raccontarci il suo Vangelo, accomunarci nella sofferenza (quante opere di bene ha suscitato e suscita la presenza di Don Silvio nei luoghi “terremotati” dal dolore umano …). Maria a Palmi è di casa, perché Palmi è “città mariana” ! Mi sapete dire Voi che leggete qst foglietto informativo che differenza passa tra “URBS” e “CIVITAS” ? Maria ci affratella, Maria è con noi !!

La Madonna altrimenti raccontata col titolo “del Soccorso” è “una delle Tre Sorelle”del De Lorenzo, lo scultore che in modo brioso e vario che lo storico Franco Lovecchio ha scoperto per la gioia di noi critici e mariologi. Il resto fa da sé: mbuttaturi anche qui, lodi mariane e preghiere a salve, effetti-luce speciali, musiche e bande, capita lucis targate Lacapria, sentire, sentire e sentire “sentimentale”. La Vergine del Soccorso e’ Quella del Santo manganello non presagiva un regime ma era azionata da un “motu cordis” da un azionatore dell’anima che visibilmente apparente non era altro che “la Catenella” del suo Cuore Immacolato.

Se vogliamo intrattenerci su questo è indispensabile dire quello che i giovani nn sanno: a. che il nostro Primo Papa subì un attentato a Berlino nel giugno 1920 e che lo spintone di una Suora, Pascalina Lehenert, lo salvò miracolosamente =b. che Lui, quando fu eletto Pontefice della Chiesa Universale Patriarca d’Oriente e Patriarca d’Occidente Primate d’Italia si ricordò di qst. suorina e non scelse come accudiente una donna di Ibiza, né una badante ucraina, e neanche una donna dal facile grandeur          ma proprio qll donna germanofila che l’aveva salvato= c. che Lui e solo Lui tra i Romani Pontefici di tutti i tempi nel 1953 scelse la Madonna tra tutti i patroni e le patrone di tutte le Città, Borghi, metropoli, megalopoli del mondo anche se sprovviste di precedente Titolo. Ripetiamo insieme: PIO XII scelse M A R I A Patrona di ogni città, borgo, metropoli e megalopoli del mondo intero. Il successivo Anno Santo MMXXXIII ne sarà la  p r o v a. Anche la politica dàa segnali particolari per le feste folkloristiche religiose. Dall’impegno ineccepibile e convinto del prof. Bruno BAGALA’ si è passati a quello partecipativo del Pirrottina fino a giungere alla gioia partecipativa degli avv. Parisi e Veneto. L’humus più laico di Giuseppe Ranuccio ha maturato diversi convincimenti che un sentire maggiormente  critico ha passato per i sentieri letterari del giornalista Girolamo Lazzoppina e del consigliere regionale Mattiani.

La Basilica-Santuario dei POVERI sorge in Seminara (prov.RC) e ama guardare “u’ tizzuni d’a Madonna” in legno di pioppo, esplorator cortese Santo Gioffre’ attirato per gran Fede e dalla sua e nostra Madonna dei Poveri,  e poi c’è la lodevole opera di don Minno Caruso, del Sindaco Piccolo e dell’infaticabile Domenico Scordo che ebbero particolari uffizi durante la “recognitio du Tizzuni” voluta da Don Domenico CRUSCO Vescovo Eccellentissimo della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi. Del quale l’ itinerario per la Santità è ora, con questa manifestazione, iniziato. Se don Domenico Crusco volle visibilmente la sefforitana Maria girarsi in tutte le parrocchie della ns. diocesi, MRP Vincenzo TIGANI  non fu secondo quando dall’ambone del suo beneamato santuario gridò veementemente il 14 agosto 1977. Avevano rubato le corone alla Statua di Maria e a quella del Bambinello: “PASSI LA MADONNA COSI’ COM’E’, SENZA CORONA, NUDA PER LA SUA SEMINARA! … E LA MADONNA passò, in silenzio, nuda, per la sua e  m i a  SEMINARA e, dopo tre mesi, la sua CORONA e QUELLA del Bambino furono trovate li per lì  in mezzo alla spazzatura! “Guardai nta mari vitti na stella/ eravu Vui Virgini bella! – Di Siminara riggina Vui siti/ MADONNA DI POVARI Vui vi chiamati!”. Era il 14 agosto – lo ripetiamo! – 1977 verso le 17,15 in questa Basilica Santuario d’eccellenza, quest’anno prescelta in via prioritaria come “città mariana” (Phil, Municipalità, dott.Trovato, dott.Scordo e altri)

S.E. Mons. Giuseppe ALBERTI ci comunica queste nuove Chiese-Santuario che fanno parte della sua propria designazione a Chiese giubilari:

Maria Santissima delle Grazie- Tresilico

Maria Santissima delle Grazie nunc Madonna della Montagna-Taurianova

Cattedrale o Basilica di Oppido Mamertina;

   Fiore prescelto: ecco la  L A V A N D A

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SANTUARIO MARIA SS.ma del Carmelo – Palmi

MADONNA DEI POVERI Basilica Minore titolata da Pio PP XII e Santuario

                                           MARIANO REGIONALE della stessa Civitas

CHIESA MADRE Concattedrale – PALMI

SANTUARIO SAN ROCCO d’Acquaro (Aspromonte)

SANTUARIO SAN BIAGIO VESCOVO – PLAESANO (RC)

SANTUARIO DELLA MADONNA SS.- CITTANOVA (RC)

SANTUARIO NS. dell’ITRIA – POLISTENA (RC)

TEMPIO di NS. di PATMOS – ROSARNO (RC)

SANTUARIO DI NS “SIGNORE della Città”- TERRANOVA S.M.

 

Recitare all’Incontro Pater, Ave, Gloria “pro Summo Pontifice et Universali Patri” omne perpetua Sacramentale pro prece canonica e intenzioni di  Robert Francis PREVOST= LEONE DECIMO QUARTO

Rievocatio Angelorum non fit sine “P”… ..la preghiera si sposta e diventa crystallinum oculorum meorum. Administratio ad altera “P” premit ut consonans vix producit. Catullus vult ut, per laicis sentimento trahere dic. “Varcare la Soglia spei” San Joannis Pauli Pater Patrum II Magnus hac publicatione effecit in “Gloria”. 

 

Ma la festa palmese nn si arresta qui: incalza SAN ROCCO il 16 agosto. E San Rocco, prof. Marino, che c’entra con la …Madonna!  Mario Bagalà ce lo ripete ancora oggi. San Rocco di Montpellier insegnò da viandante l’AVE MARIA agli appestati, ludopatici, confinati, carcerati etc. etc, e il fratello del sindaco volle che tal prece fosse accompagnata dal Segno della (+) Croce in virtù dei meriti conseguiti da ciascuno d’essi. San Rocco è divenuta la festa “del dondolio del cappello”(F.Marino), della “co-presenza” di altri Santi ex alibi, del rispetto per i bambini/e che “nci piaci a roteddha”.

15 Agosto è l’Assunta, per la quale noi abbiamo già presentato un varico stampato, il 16 agosto col Sacro Trasporto du Ccippu noi veneriamo anche la Sefforiana (nazaretana) DOMINA che muore e risorge, che dice parole (RAVASI), che sta in silenzio e che ama benedicente stendere il suo MANTO tempestato di stelle. Perché le sue Lettere sono bibliche, sono XIII e la Bibbia era il “MIGLIOR LIBRO” ch’Essa Madonna sapeva leggere. La Madonna non era infatti illetterata; il suo nomen era diffusissimo; preferiva il silenzio del contar poco, era molto rispettosa del lavoro di suo marito e coltivava l’escatologia.

A Taurianova e sul Monte S.Elia di PALMI si venera anche ai primi di Settembre la Madonna della Montagna il cui attributo principale è la Croce del Pastorello, che riveste una particolare significazione nella creazione artistica dei valenti artisti trentini STUFLESSER. Furono essi infatti che ripresero negli anni ’60 per il S.Elia la precedente statuaria di cartapesta.

   “Oh Maria di la Muntagna/ fici vutu pemmi vegnu/ mi vi portu na rosa e na parma/ o Maria di la Muntagna = Di la muntagna vegnu/ lu caminu no’ mi lu sentu/ cu l’aiutu di Maria/ n’atra vota girarria (canto popolare di Calabria: POLSI, TAURIANOVA, PALMI, etc.) Sul Monte Sant’Elia di Palmi si festeggia la Madonna della Montagna che le preci dello Junior Elia contribuirono a diffondere. Elia Junior è eco roboante del primo, il PROFETA degli ultimi tempi, al cui regno appartenne pure lui che abitava il deserto del Galaad in Samaria. Da ciò le due feste: 20 Luglio per il Profeta, 17 luglio per lo Juniore ennate (v.Francesco LOVECCHIO).

Il 6 agosto 1978 morte di San Paolo PP VI, il Papa cui nutro una venerazione particolare, il Papa dell’Humanae Vitae, il Papa chiamato “scemo” da un corteo protestatario in Piazza San Marco a Latina, il Papa sui generis iperdulico, il Papa coraggioso continuatore del Concilio Ecumenico, il Papa invocato a squarciagola, il Papa divenuto Santo che si festeggia quotannis il 26 settembre …  … .

E’ la prima domenica di Ottobre, festa della Supplica di San Bartolo Longo (sarà fatto santo il 19 ottobre 2025 a San Pietro): vivimus in cordialitate sanctae Matris Ecclesiae. Un tempo a Palmi la Supplica si faceva in Piazza del giorno calendimaggio vel Variae portando su mezzo mobile quivi il complesso statuario della Madonna che risale ad epoca postdonvalentino.

FESTIAMUR MORTUOS: a Palmi con S.Messa il 1 novembre, a Gioia Tauro Interamnes con S.Messa il 2 novembre, Sancta Maria del Suffragio intercedente primaria. Nunzia dell’Agro Pontino, Stefania di Bellafarnia, Anna di Acireale (CT), Bonaventura di Maranola e Conchy, Elly e Giorgia sciunt de rebus.

Propriamur festam SS.mi Rosarii Pompeji (13 novembre e propriamur mei compleannum  Philma, J.Fitgerald, Augusti omnino MJ credentes 25 p.v.)cc. Quid speramus Gloria Dominae est.

A Rizziconi la festa principale è il 9 novembre allorchè gli abitanti ricordano SAN TEODORO martire di AMASEA (in Asia Minore). I Parroci operativo ed emerito svolgono di mattina un lungo PONTIFICALE liturgico al quale partecipano le massime autorità civiche di ogni ordine; le Scuole sono chiuse, si festeggia nelle case. Di pomeriggio la tradizionale Processione con la Statua del Santo alla quale tutti i Rizziconesi sono affezionati perché – come dice la preside prof.ssa Teresina COLLUFIO- “Santu Teodoriu è molto benevolo con i suoi fedeli”.

I Cori Angelici sono 9 (nove) ma molti di più sono gli ANGELI della VARIA, ciascuno con la sua altezza, il peso specifico, i colori dell’Essere tale, la bontà, la trasparenza etc. mentre il ruolo sessuale compare diu la presenza m/f =. 

“A’ VARIA E’ VARIA !!!” qst il motto del Carro Sacro del III Millennio …e chi c’intende ha le chiavi dell’Esse e dell’Exsistere perché le accentuate politicanze ridimensionano toties quoties PALMI, città della Varia (Avv.Armando Veneto). Nelle tassazioni cosa manca se non un Papa a coronamento e fondamento della Varia pur santa e religiosa. I “Paralipomidi sulla Batracomiapia” (Giacomo LEOPARDI) seguono l’andazzo del tempo refulgente di  “Splendor Veritatis” nei campi per i quali Egli (Leucio Carino 2° sec. e Giuseppe Militano per il tempo che ha richiesto la sua Varia del 1900 sono utilmente giovevoli). Dieci giorni occorre allo stato attuale fare una “buona Varia” sine oeconomia praesens. Municipium si pensa già alla prossima e noi non rassegneremo mai le dimissioni ex qua perché – abbiamo detto- “Essa è il nostro respiro!”.

“Santa Andria porta la nova,

ca lu 6 è di Nicola, a lu 8 è di Maria,

a lu 13 è di Lucia, a lu 21 San Tomasi canta,

di Lu Missia la Nascita Santa” (antica nenia natalizia da me raccolta personalmente in Agro di Gioia Tauro Interamnes)

Adesso è NATALE: la pace degli uomini promuove ogni intervento di SAPERE e SAPORE che caratterizza la Famiglia Millennaristica perché come da bravo sanciva Don Valentino Marino non ci può essere Resurrezione “s’iddhu ammanca u’ Natali DNJC”. Augurissimi a tutte le nostre famiglie !

Epperò nn ci dimentichiamo dell’Epifania (BEFANA). 

“A MADONNA I’ LURDISSI” ce l’abbiamo nel cuore, atrii dx e sn., ventricoli dx e sn=. Tutto programmato. Don Peppino (MRP Giuseppe CREAZZO) alle 15,00 benediva tutte la macchine appositamente parcheggiate in Piazza della Concattedrale (o Duomo che dir si voglia). Poi veniva nell’ordine la processione della Statua della Madonna di Lourdes e S. Bernadetta prelevata dalla sua Nicchia e quindi in giro per Via Concordato, Via Roma (abbinamento Liliana) e Corso Garibaldi con una precisa in Piazza Camillo Benso conte di Cavour la cui visione era molto per me allo scampo dei due reverendi Palmizi. La processione teneva all’imbrunire( qnd burma l’ura, si dice a Rizziconi con scintille e mini-roteddhi pacci) Teodoro Forestieri, insegnante genius loci, ne sa multa di più allorquando si entra nel suo territorio. La benedizione del Vescovo mons. Vincenzo DE CHIARA, da Stignano con brevi parole di mariana circostanza mi confortavano sempre.

L’ATTO NON SPORADICO DELLA CHIESA locale che guidata da Mons. Francesco Milito sospese le Processioni – per un segnalato  i n c h i n o – le quali dopo 2 anni furono nuovamente sfrondate e celebrate non solo rende onore al Presule ma ci ricorda gli Accadimenti della Settimana  Santa da noi promossi e premesse  che qui osiamo segnalare:

  1. Fior di Passione, 1 atto 25’ Salone Pio X mercoledi Santo
  2. CRISTO ’70 III atti, 2 hh.circa Salone Pio X mercoledì di Passione

                                                                       o “santo” che dir si voglia

curati espressamente dallo scrivente.  

MARZO era un mese alquanto significativo per la processione di San GIUSEPPE Capo della Chiesa che si rinnovava ad un di presso il PRIMO MAGGIO festa dei Lavoratori.

Perché n.2(DUE) processioni per il Patrono degli agonizzanti ??

La processione del 19 marzo aveva luogo ogni anno per l’interessamento e il coordinamento di dom Giuseppe Cipri il quale coordinava le palme posizionate dietro la varetta e il suggestivo variare.

La processione del 1 Maggio perché il B. Pio PP XII aveva nominato nel 1955 San Giuseppe patrono dei Lavoratori. C’è da dire al riguardo che tutti i lavoratori, entrando il Santo in Piazza (allora) 1Maggio smettevano il comiziare stando con le orecchie tese alla sosta di S.Giuseppe (ce ne sono due nella Bibbia, intendiamoci! –  ITE AD JOSEPH, questo è il monito-  sparo della batteria e d’i roteddhi pacci – ritorno alla Matrice tra le ovazioni degli operai, delle ACLI, e di tutte le persone osannanti. Non propriosempre presiedeva la funzione liturgica il CASUSCELLI, mrp Ottavio e molto veridicamente Egli lasciava tale compito ad uno dei suoi volenterosi Collaboratori. San Giuseppe, nome relativamente diffuso in Oriente, facia eccezioni pe’ virgineddhi, usanza oggi poco nota perché si invitavano a casa due o più bambini offrendo loro il pranzo votivo.

Il 3 di maggio è caro a Don Rocco JARIA, sacerdote in Palmi e negli ultimi anni RETTORE DELL’IMMACOLATA E SAN ROCCO. Cognita fides et devotio del de cujus potremo salvare i Seminari Oppidesi e di Mileten si orgia normanna ponitur sub Mariae Virginis et Matris protectione. I bracci della tua Croce, o Santissimo Salvatore non sono più il patibulum e il palo ma le recriminanda iniustitiae che, una Lege ad Te pertinet (Geolia).

La processio Sancti Philippi Nerii è una mia scoperta che facevo solo io allorchè affacciatomi dalla finestra IACP con un’immaginetta e relativa PREGHIERA percorrevo Via G.B. Mancuso, Corso Ten. Aldo BARBARO, Piazza 1° Maggio (ma diverrà “della Varia” ??), prosecuzione Via A.Barbaro, Piazza Amendola Via Roma, Via Nazario SAURO, Viale delle Rimembranze (oppure Largo Raffaele FOTIA), Via CILEA rientrando nella stessa Via G.B. Mancuso. Fu di individuazione personale per una preesistente VIA SAN FILIPPO e Congregazione ibidem Monte Terzo.

Ricordiamo gli ALTARINI MARIANI quivi sponte in praesentia Calendimaji usque alla Madonna delle Grazie (31 maggio haec ponitur rosas). Perché non rispolveriamo il “ SUB TUUM PRAESIDIUM”, canto mariano policentrico dal III sec. in poi ?  

Chiudiamo nzocomè questo giro volendo tra le altre cose una processione oggi fuori diocesi ma in passato della diocesi di Mileto allorquando il 15 settembre, ne sa qualcosa MRPadre Vescovo Milito per avere celebrato a Soriano Calabro (VV) alle due di notte la rievocazione storica della discesa del Quadro Acheropito di San Domenico di Guzman in sintonia con la memoria di Fede e di Cultura dei colleghi Mariologi P. Giovanni Calcara e  e il sempre presente MRP Damigella ora a Catania. Di essi è evidente un fraterno ricordo pegno di professa spiritualità e spessore umano.

Prof. Filippo Marino

 

Filippo Marino

Vir Palmensis illustris

Civis honorarius Joensis  etc.

Mariologo PAMI

Città del VATICANO

Cogenza e temperanza

Le processioni estive a Palmi e Seminara e altrove

 

Ed. Hippocampus 2025 (in proprio)

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