A Reggio Calabria torna in piazza la voce di chi tiene in piedi interi uffici pubblici senza avere diritti, tutele e prospettive. Mercoledì 3 dicembre alle ore 10.30, a Piazza Italia, USB promuove un presidio degli ex tirocinanti ministeriali, lavoratrici e lavoratori che da anni mandano avanti funzioni essenziali per conto di diversi ministeri, spesso in condizioni di precarietà cronica che grida vendetta.
In Calabria questi percorsi si sono trascinati nel tempo con una continuità lavorativa evidente e con responsabilità crescenti, mentre lo Stato ha continuato a considerare queste persone come “temporanee”, nonostante gli anni di servizio effettivo e gli ulteriori anni di tirocinio che hanno permesso a scuole, tribunali, musei e presidi amministrativi di funzionare. La verità è che questi lavoratori e queste lavoratrici sono personale strutturale: lo sanno i cittadini che si interfacciano con gli uffici, lo sanno i dirigenti che li impiegano ogni giorno, lo sanno perfino i ministeri, che però continuano a nascondersi dietro la scusa dei vincoli di bilancio.
USB non accetta questa ipocrisia. La precarietà non è un destino, è una scelta politica. E quando a rimetterci sono figure che garantiscono servizi fondamentali a una regione già schiacciata dalla carenza di organici, allora siamo davanti a un’ingiustizia sociale che colpisce le fasce popolari e impoverisce l’intero territorio. È per conquistare la stabilizzazione piena e definitiva di tutte e tutti gli ex tirocinanti – unico vero atto di giustizia possibile – che USB ha avviato una mobilitazione regionale diffusa: dopo la prima tappa del 26 novembre a Cosenza e quella del 3 dicembre a Reggio Calabria, il 10 dicembre la protesta si sposterà davanti alla Prefettura di Catanzaro, segnale di un percorso che riguarda l’intera Calabria e che intende parlare con una sola voce.
La Calabria non può essere ancora una volta il laboratorio del lavoro gratuito e del precariato infinito. Chi ha servito lo Stato deve essere riconosciuto come lavoratore, non come usa-e-getta. La politica nazionale e regionale smetta di cercare alibi e si assuma la responsabilità di dare una risposta immediata a centinaia di famiglie che vivono nell’incertezza, mentre gli uffici pubblici continuano a reggersi sul loro impegno quotidiano.
USB sarà in piazza insieme a queste lavoratrici e questi lavoratori per rivendicare dignità, stabilità, diritti e un futuro che non sia segnato dall’ennesima promessa tradita. La precarietà è una piaga sociale che va combattuta alla radice, e chi lavora merita un contratto vero e una vita libera dalla paura.
USB Reggio Calabria
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