Si è appena concluso a Reggio Calabria l’incontro di Mob in Med!, la campagna di sensibilizzazione
sulla mobilità giovanile nel Mediterraneo a cura di Réseau Euromed France (REF) e Jeunesses Med – Med Youth Network, in collaborazione con Mana Chuma Teatro.
19 attiviste e attivisti provenienti da Algeria, Giordania, Libano, Libia, Palestina, Tunisia, Italia,
Francia e Spagna hanno preso parte a riunioni e laboratori per sviluppare insieme strategie
sostenibili e inclusive capaci di affrontare le sfide imposte dalle crescenti difficoltà di circolazione
nella regione.
Laboratori di advocacy, dibattiti e confronto con le istituzioni
La prima giornata è stata inaugurata nella terrazza del Medinblu Hotel con un workshop
introduttivo che ha permesso al gruppo di conoscersi di persona dopo mesi di laboratori online, nei
quali sono stati definiti la linea editoriale, il piano di comunicazione e l’advocacy del progetto.
Nel pomeriggio, la Libreria Spazio Open ha ospitato l’incontro con l’assessora comunale
all’Istruzione, all’Università e alle Pari Opportunità Anna Maria Briante, alla quale è stata
presentata la campagna. Briante ha dimostrato un sincero interesse nei confronti dell’iniziativa,
dichiarandosi intenzionata ad acquisire nuove idee utili alla città, dove il piano di mobilità urbana
non sempre riesce a rispondere alle esigenze dei giovani che vivono nelle aree più periferiche e nei
piccoli paesi di provincia.
L’indomani, sempre allo Spazio Open, è intervenuto Domenico Marino, docente di Politica
economica all’Università Mediterranea di Reggio Calabria e membro del movimento “No Ponte”,
che ha illustrato caratteristiche e criticità del complesso progetto ingegneristico che dovrebbe
collegare le città di Reggio Calabria e Messina. Analizzandone fattibilità e sostenibilità, Marino ha
messo in luce le conseguenze economiche, sociali e ambientali che l’infrastruttura avrebbe sul
territorio e sulle popolazioni locali, completamente escluse da un processo decisionale
prettamente politico che non tiene conto dei loro bisogni. Sia in Calabria sia in Sicilia, infatti, le reti
stradali sono ancora carenti, i servizi di trasporto pubblico inefficienti e le linee ferroviarie così
poco sviluppate da condannare chi abita nelle aree interne a un forzato isolamento.
Alcuni partecipanti hanno raccontato che anche nei propri paesi gli investimenti milionari stanziati
dai governi raramente rispecchiano le reali necessità delle persone, o perché di scarso impatto
sulla loro qualità della vita o sia perché restano poco pratici e inaccessibili. È stato, inoltre,
sottolineato il ruolo della società civile nella sensibilizzazione su queste tematiche.
L’intervento di giovani di Reggio Calabria ha spostato, infine, l’attenzione sul crescente
coinvolgimento delle nuove generazioni nel dibattito pubblico locale, come hanno dimostrato le
recenti proteste contro il genocidio in corso a Gaza. Sono sempre più numerose, infatti, le persone
che, terminati gli studi o grazie all’ormai diffuso smart working, tornano a vivere al Sud per
contribuire al suo cambiamento con nuove competenze e prospettive.
Nel pomeriggio Palazzo Alvaro, la sede della Città metropolitana, ha ospitato i laboratori di
advocacy sulla mobilità locale e regionale. I giovani hanno dialogato su alcuni aspetti chiave del
sistema dei trasporti nei diversi paesi di provenienza, individuandone specificità ed elementi
comuni, con l’obiettivo di promuovere una mobilità più connessa, equa e sostenibile nella
regione euromediterranea attraverso specifiche raccomandazioni. Due aspetti importanti emersi
durante la sessione sono stati la sicurezza, che riguarda soprattutto le donne e la loro fruizione
notturna dei mezzi di trasporto, nelle aree rurali del Nord Africa come nelle grandi banlieu
parigine, e le barriere architettoniche che limitano l’accessibilità alle persone con disabilità
impedendo alla mobilità di essere pienamente inclusiva.
Si è, infine, discussa la possibilità di creare una regolamentazione condivisa a livello transnazionale
per agevolare gli accordi tra i diversi governi e garantire spostamenti più agevoli e legali all’interno
del “Med Space”.
Verso nuove prospettive
La mattina del 4 ottobre alla Libreria Spazio Open si è svolto un vivace brainstoarming dedicato ai
modi più efficaci e innovativi per comunicare i contenuti della campagna, anche grazie a strumenti
digitali e approcci partecipativi. Sono state individuate alcune organizzazioni coinvolte sul tema
della mobilità nel Mediterraneo, reti locali e media indipendenti per garantire maggiore visibilità al
progetto e favorire la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sulle tematiche
affrontate.
L’evento si è concluso con l’incontro pomeridiano a Palazzo Alvaro con Serena Franco, del progetto
“Jungi Mundu” di Eurocoop Camini, Haseeb Bukhari e Shajib Mattuber, due mediatori culturali e
linguistici coinvolti nell’iniziativa. Le loro testimonianze hanno consentito alle attiviste e agli
attivisti di Mob in Med! di conoscere un modello virtuoso di accoglienza e integrazione che ha
permesso a una piccola comunità a rischio di estinzione di rinascere grazie al contributo di
richiedenti asilo, rifugiati politici e migranti e al coinvolgimento diretto della cittadinanza
Il confronto ha dato luogo a un dialogo approfondito sulle tematiche dell’inclusione e dello
sviluppo territoriale e sull’importanza di affrontare il fenomeno con un approccio condiviso e
partecipativo.
Nei prossimi mesi il gruppo di lavoro integrerà le raccomandazioni con i contenuti affrontati in
questi giorni di intenso confronto dal vivo.
Saranno, infine, completati quattro video girati dai partecipanti nella banlieu parigina di
Seine-Saint-Denis, in Calabria, in Libano e in Palestina con il mentoring del regista Felice
d’Agostino, e un libretto illustrato dall’artista franco-egiziana Tiana Kader sui racconti di viaggio di
10 ospiti del Med Youth Meeting, organizzato a Reggio Calabria dalle stesse associazioni nel 2024.
La pubblicazione, in francese e in inglese, ha l’obiettivo di far riflettere sulle difficoltà e sulle sfide
da loro incontrate per raggiungere il sud Italia, luogo simbolico, oltre che geografico, dove la
cronica carenza di infrastrutture e le scarse opportunità di lavoro spingono ancora oggi migliaia di
giovani a emigrare, come in ogni altro “Sud” del mondo.
Media partner: Etimologia Magazine; Quotidiano del Sud; Babelmed.
Ufficio Stampa Réseau Euromed France e Mana Chuma Teatro
Federica Araco: comunicazione@manachumateatro.it |
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