La Federazione Provinciale di Rifondazione Comunista di Cosenza esprime il proprio profondo cordoglio
e la propria vicinanza alla famiglia, agli amici e ai colleghi del giovane operaio di appena 22 anni che ha
perso la vita questa mattina durante un intervento di manutenzione nel parco eolico di Mongrassano.
Non si può morire a 22 anni. Non si può morire di lavoro. Eppure, nel nostro Paese, continua ad accadere
con una frequenza inaccettabile. Ogni volta si parla di fatalità, di tragiche coincidenze, di dinamiche da
accertare. Ma ciò che è davvero sotto gli occhi di tutti è che le morti sul lavoro sono ormai una vera e
propria emergenza nazionale, il risultato di un modello economico che troppo spesso sacrifica la
sicurezza, i diritti e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori in nome del profitto, della riduzione dei
costi e della massimizzazione della produttività.
Sarà la magistratura ad accertare le responsabilità di quanto accaduto a Mongrassano. Ma la
responsabilità politica di un sistema che continua a contare centinaia di vittime ogni anno è evidente. Da
troppo tempo si preferisce parlare di competitività anziché di prevenzione, si riducono gli organici degli
enti ispettivi, si moltiplicano appalti e subappalti, si alimenta la precarietà e si continua a considerare la
sicurezza un costo anziché un diritto inviolabile.
Ogni lavoratore ha il diritto di tornare a casa al termine della propria giornata. È inaccettabile che una
famiglia debba ricevere la notizia della morte di un figlio partito semplicemente per svolgere il proprio
lavoro.
Servono più controlli, più ispettori, investimenti reali nella prevenzione, formazione continua e il
superamento di un modello fondato sul massimo ribasso e sulla compressione dei diritti. Non bastano i
minuti di silenzio e le dichiarazioni di circostanza: occorre un cambiamento radicale delle politiche sul
lavoro, rimettendo al centro la vita delle persone.
Rifondazione Comunista continuerà a battersi affinché il lavoro torni ad essere sinonimo di
emancipazione e non di morte. Lo dobbiamo a questo ragazzo di 22 anni, alla sua famiglia e a tutte le
vittime di una strage che non può più essere definita inevitabile.
Basta morti sul lavoro. Basta trasformare il profitto in una condanna a morte. Il lavoro deve garantire un
futuro, non spezzarlo.
Partito della Rifondazione Comunista – Federazione Provinciale di Cosenza
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