Nota stampa Uil fpl su sanità calabrese

La Sanità calabrese ha bisogno di ritrovare al suo capezzale una rete politica e istituzionale ampia e convergente su di un unico obiettivo: sanare le malattie del settore e programmare il futuro di un Servizio Sanitario che in Calabria, come dimostrato da inchieste giornalistiche e confermato dalle decisioni del Ministro Giulia Grillo, è giunto ad un punto di non ritorno.
La pagina dei conflitti istituzionali deve essere chiusa con prontezza e determinazione. Lo si deve fare per quei calabresi, numerosissimi, che hanno bisogno di avere una sanità efficiente vicino casa.
Diciamo questo perché siamo convinti che solo con il confronto, franco, aperto e serrato, possano trovarsi le soluzioni migliori per far ripartire una macchina il cui stato di malfunzionamento era stato da noi, negli anni, ampiamente denunciato alle istituzioni competenti.
Lo stato attuale del settore sanitario, esploso all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale grazie al lavoro di approfondimento giornalistico delle testate locali e delle Iene, è il frutto di anni di scempio. Di un arco temporale assai lungo durante il quale si sono rafforzate le connivenze trasversali fra una parte della politica, quella meno pratica alla gestione democratica della cosa pubblica, e la criminalità calabrese che, grazie anche ai lucrosi affari gestiti sulle spalle dei cittadini calabresi, è cresciuta in potere economico e militare. Gli unici a perdere sono stati i nostri concittadini, soprattutto quelli appartenenti alla fasce più deboli della società, che stanno pagando – economicamente e socialmente – i ritardi e le inefficienze della sanità calabrese.
Certo, oggi, non si può pretendere che chi ha assunto la guida del settore, su preciso mandato del Governo Conte, possa ribaltare il quadro con un tocco di bacchetta magica. Siamo convinti, però, che a Roma non si possa più fare finta di niente. Il problema deve essere affrontato, con fermezza e determinazione, da chi governa la cosa pubblica nazionale.
In questo quadro, non possiamo che augurarci che la visita del ministro Giulia Grillo possa produrre, in tempi brevi, risultati concreti, finalizzati a migliorare i Livelli essenziali di assistenza, ridurre le liste di attesa e la mobilità sanitaria fuori regione, realizzare le opere infrastrutturali che sono ferme da troppi anni e, soprattutto, mettere in campo una rete di sistema sanitario regionale che possa essere allineato agli standard nazionali.
E’ importante farlo, soprattutto oggi che la nostra penisola è attraversata da un dibattito delicato sui temi del regionalismo differenziato e dell’applicazione della riforma costituzionale. Adesso, più di prima, è determinante riallineare l’offerta delle prestazioni sanitarie fra le varie regioni italiane, senza fare differenze fra il Nord ed il Sud del Paese. In questo momento, poi, è opportuno che ognuno svolga il proprio ruolo mettendo da parte le logiche di appartenenza partitica che, sino ad oggi, hanno affossato il sistema. Siamo convinti che la politica debba fare un passo indietro e rimanere fuori dal governo di questi meccanismi e dalla scelta, soprattutto, dei manager ai cui affidare le sorti delle Aziende Ospedaliere e della rete sanitaria territoriale.
La Regione Calabria deve fare la propria parte per quanto di competenza individuando le figure professionalmente qualificate, da trarre da una White List di soggetti con esperienza comprovata nelle materie di interesse preminente per il rilancio del settore sanitario, cui assegnare la cura degli organi apicali del settore.
In Calabria non è tutto da buttare, ci sono dei punti di eccellenza che vanno sostenuti e replicati.
Ci sono grandi professionisti che non meritano di finire dentro un polverone mortificante anche dell’impegno di tanti operatori sanitari che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con dedizione e professionalità.
Gli organi di vertice politico dell’amministrazione regionale devono essere impegnati in un’azione finalizzata a rasserenare il clima in questa ultima fase di legislatura e mettere, con concretezza, i problemi sanitari al centro dell’azione politica e amministrativa di questi ultimi mesi di azione politica.
E’ un percorso lungo, ma siamo convinti che bisogna avviare la discussione, riaprire il confronto, in primis, con il commissario di Governo.
Sono tante le cose da fare. Intanto, stabilire rapporto giusto con sanità privata che, in questi anni, è stato un elemento che ha inciso pesantemente sul bilancio della sanità calabrese, con abuso eccessivo, a volte clientelare, della politica verso alcuni privati.
Poi, bisogna creare un rapporto virtuoso fra personale assunto e personale acquisito attraverso i servizi esternalizzati, poiché la spesa per Beni e Servizi supera ampiamente la spesa per il personale dipendente.
E’ necessario procedere alla ristrutturazione del Dipartimento salute.
E’ di fondamentale importanza, poi, procedere allo sblocco della questione infrastrutturale legata alla realizzazione dei nuovi ospedali e, in questo campo, il Governo deve intervenire per trovare soluzione al contenzioso in atto con le aziende che avrebbero dovuto realizzare le nuove strutture.
Bisogna, soprattutto, abbassare i toni, stemperare il clima e riaprire il confronto per cercare di dare risposte concrete ai calabresi.

Catanzaro 12/03/2019
Il Segretario Generale UIL FPL Calabria
f.to *Elio Bartoletti

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