Le dichiarazioni del presidente Roberto Occhiuto sull’abolizione del bollo auto rappresentano l’ennesimo
esempio di populismo fiscale che evita di affrontare il vero nodo delle disuguaglianze nel nostro Paese e
nella nostra regione.
Se davvero si vuole parlare di giustizia fiscale, la domanda è semplice: chi deve contribuire di più al
finanziamento dei servizi pubblici? I lavoratori dipendenti, i pensionati, le famiglie che faticano ad
arrivare a fine mese oppure quel ristretto 1% che concentra una quota enorme della ricchezza nazionale?
Noi pensiamo che la risposta sia evidente.
Mentre Occhiuto propone oggi l’abolizione del bollo auto, va ricordato che la stessa idea era stata
avanzata anche dalla nostra area politica in campagna elettorale, come misura di alleggerimento per i
redditi medio-bassi e per chi possiede un solo veicolo. Una proposta allora liquidata con superficialità e
oggi rilanciata come nuova.
Nel frattempo, Rifondazione Comunista è impegnata nella raccolta firme per la proposta di legge di
iniziativa popolare “1% Equo”, che introduce un’imposta progressiva sui grandi patrimoni oltre i 2
milioni di euro, escludendo la prima casa e colpendo meno dell’1% della popolazione. Una misura che
permetterebbe di finanziare sanità, scuola e politiche sociali, riducendo la pressione fiscale su lavoro e
redditi popolari.
In Calabria, intanto, migliaia di persone continuano a rinunciare alle cure, la sanità resta in sofferenza e
molti giovani sono costretti a emigrare. Il problema non è tassare troppo i ricchi, ma troppo poco: da
decenni il sistema fiscale grava su lavoro e pensioni e non sui grandi patrimoni.
A questo si aggiunge la condizione delle aree interne, dove il degrado delle strade e la scarsa
manutenzione stanno generando isolamento di fatto per molte comunità, con servizi più difficili da
raggiungere e un’ulteriore accelerazione dello spopolamento.
La destra continua a presentare ogni contributo fiscale come un peso insostenibile, ma evita
sistematicamente di intervenire sui grandi patrimoni. È una scelta politica precisa: proteggere pochi
privilegiati scaricando i costi sulla maggioranza.
Noi crediamo invece che serva una patrimoniale vera, progressiva e costituzionalmente fondata, che
faccia contribuire chi ha di più. Per questo invitiamo a sostenere la proposta di legge “1% Equo”: perché
la giustizia fiscale non è fare sconti ai più forti, ma redistribuire ricchezza e garantire diritti sociali.
La segreteria regionale di Rifondazione Comunista
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