RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. “ECCO LE PROVE SULL’EX-CHARLIE BROWN”

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Ha presentato le sue prove sulla vicenda del locale ex-Charlie Brown di Marina di Gioiosa, nel corso dell’ultima udienza presso il Tribunale di Locri, l’artista Armando Quattrone che dal 2021 denuncia il tentativo di estorcergli con mezzi leciti ed illeciti la proprietà del 99% dell’immobile sito sul lungomare del paese. 
 
Quattrone ha anche pubblicato sul suo profilo Facebook le prove audio e video presentate in Tribunale, raggiungendo 50.000 visualizzazioni nel giro di 24 ore, sintomo di quanto la vicenda sia sentita ben oltre la comunità di Marina di Gioiosa e dei fan dell’artista. Qui il link al video: https://fb.watch/ERJWGf6nlB/ 
 
La prova più eclatante è l’audio registrato di nascosto dal Quattrone in cui si sentono Giuseppe Palermo e l’ex-proprietaria dell’immobile Rita Macrì dire di essere d’accordo per fare causa al Quattrone al fine di annullare la vendita a lui e rivendere poi al Palermo stesso. Per riuscirci il Palermo dice nell’audio-registrazione di aver offerto 1.200.000 euro alla ex-proprietaria per denunciare Quattrone con gli avvocati pagati dallo stesso Palermo al fine di annullare il contratto di vendita stipulato in precedenza, nel 2020, tra la Macrì ed il Quattrone. Sempre nell’audio si sente la Macrì confermare l’accordo. 
 
Sia il Palermo che la Macrì avevano negato pubblicamente sui social media ed in udienza in Tribunale di avere un accordo per la rivendita dell’immobile a 1.200.000 euro. Quattrone ha di conseguenza denunciato entrambi per falsa testimonianza e diffamazione in occasione della stessa ultima udienza in cui ha presentato questa prova audio. 
 
Entrambi avevano infatti accusato Quattrone di quello che nell’audio si sente abbiano fatto loro: di essere cioè riuscito ad acquistare il locale promettendo alla Macrì 1.200.000 euro che non aveva mai pagato. La seconda prova presentata dal Quattrone sconfessa definitivamente questo racconto: è infatti il video registrato di nascosto della firma dell’accordo di vendita dell’immobile per 95.000 euro tra il Quattrone e la Macrì nel giugno 2020. Quest’ultima aveva testimoniato in Tribunale di non aver mai visto né firmato quell’accordo, ma di averlo venduto a dicembre 2020 a fronte di un’offerta milionaria da parte del Quattrone, fatto confermato dal Palermo stesso sempre con deposizione in Tribunale. 
 
Anche per questo fatto Quattrone ha provveduto a denunciare per falsa testimonianza e diffamazione sia il Palermo che la Macrì sulla base del video che dimostra come e quando si sono svolti effettivamente i fatti. 
 
Nel video pubblicato sui social Quattrone rende pubblici anche i video delle telecamere di sorveglianza del locale che confermano la denuncia fatta contro il Palermo per aver scassinato per ben 5 volte le serrature del locale e poi messo catene che impedissero al Quattrone e alla ditta edile di entrare, ristrutturare e riaprire l’immobile. Per questi fatti come per le minacce e l’esercizio della forza, Quattrone ha denunciato il Palermo ed il processo che vede imputato quest’ultimo è in corso presso il Tribunale di Locri. Fatti denunciati pubblicamente dal Quattrone in una primo video-denuncia sui social: https://fb.watch/EEz2wCMDwz/ 
 
“Se questo è quello che succede a chi torna a vivere in Calabria e investe 300.000 euro per acquistare e poi ristrutturare un locale abbandonato in rovina da 27 anni, non dobbiamo stupirci che nessuno torni in Calabria e anzi chi può se ne vada”. E racconta: “Come ho denunciato, c’è un diktat mafioso per non riaprire quel locale, Palermo si è fatto strumento di questa strategia estorsiva volta a farmi rinunciare alla proprietà del locale e perdere i soldi ed il tempo investiti. Dal 2020 ad oggi ho affrontato: minacce di morte, danneggiamenti alle mie proprietà, imprese edili costrette a rinunciare ai lavori già appaltati, un agguato con prognosi di una settimana, un’impresa edile che ha preso l’anticipo ed è sparita, e poi una denuncia civile, due denunce penali, il blocco dei lavori senza motivo per 3 mesi da parte del Comune di Marina di Gioiosa, una denuncia alla Guardia di Finanza, una denuncia all’Agenzia delle Entrate, 8 controlli da parte dei vigili, 1 controllo da parte dell’Ispettorato del Lavoro, e da ultimo un blocco dell’apertura del locale da parte del Tribunale di Locri, emesso ai fini conservativi dell’immobile in attesa della risoluzione del contenzioso legale sulla proprietà. E attacca le istituzioni: “Lo stato italiano deve assicurarsi che tutto questo non succeda a chi riprende un immobile abbandonato da 27 anni che era diventato una discarica a cielo aperto nel centro del lungomare del proprio paese natale. Continuano a dire ai calabresi di ribellarsi ai diktat mafiosi, di denunciare, di tornare in Calabria, di progettare il proprio futuro qui, invece di occuparsi di proteggere in tutti i modi chi questi atti di coraggio li fa davvero e si ritrova invece da solo a lottare contro la cappa insopportabile che tiene schiava la Calabria”.
 
Non si ferma intanto il tour di Armando Quattrone, impegnato da ultimo in concerti dal vivo a Praga e Berlino. Prossimo appuntamento live in Calabria: il 15 febbraio alla sfilata carnevalesca di Caulonia centro.
 

 

 
 
 
 
 

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