Esclusiva di Capo Sud Channel all’indomani del voto unanime in Consiglio Comunale. Il direttore Domenico Vincenzo Vinci: «Le carte cantano. Gli attuali vertici della Regione e della Città Metropolitana sono inchiodati alla loro stessa firma. Ora il Sindaco Nastasi convochi l’Assemblea senza aspettare le elezioni del 19 luglio».
MELITO DI PORTO SALVO (RC), 30 Giugno 2026 – C’è un documento storico, sepolto negli archivi della Camera dei Deputati, di cui oggi nessuno sul territorio conosceva l’esistenza. Un pezzo di carta rimasto nascosto per sette anni che fa crollare ogni alibi della politica calabrese e reggina. Mentre ieri il Consiglio Comunale di Melito di Porto Salvo approvava all’unanimità una storica delibera d’iniziativa legislativa sorretta da oltre 7.000 firme reali dei cittadini, le inchieste giornalistiche di Capo Sud Channel hanno portato alla luce un clamoroso e imbarazzante cortocircuito istituzionale.
Il documento in questione è l’Interpellanza Urgente numero 2-00283, discussa nella Seduta del 25 Febbraio 2019 alla Camera dei Deputati. All’epoca, con il Governo Conte I a Roma e la Regione Calabria a guida centrosinistra, i primi firmatari che attaccavano frontalmente la gestione del “Tiberio Evoli”, definendola “vergognosa e inaccettabile”, erano gli allora deputati Roberto Occhiuto (oggi Governatore della Calabria), Francesco Cannizzaro (oggi leader della Città Metropolitana), Maria Tripoi e la compianta Jole Santelli.
I dettagli agghiaccianti firmati da Occhiuto e Cannizzaro
In quel documento ufficiale, i leader del centrodestra scrivevano testualmente che lo smantellamento di Melito era un “agnello sacrificale da offrire sull’altare dell’inerzia politica”. Gridavano allo scandalo pretendendo la riapertura del Punto Nascita, di Pediatria, Neonatologia e Ortopedia, denunciando la violazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
I firmatari mettevano nero un quadro strutturale agghiacciante:
Nel documento, Occhiuto e Cannizzaro denunciavano condizioni “disastrose ed inaccettabili” per il “Tiberio Evoli”, citando la mancanza di ascensori montalettighe, uscite di emergenza e sala obitoriale chiusa, oltre alla sospensione di reparti chiave come ortopedia e pediatria. Sottolineavano inoltre il degrado strutturale ed edilizio, la carenza di personale e i rischi per la sicurezza degli utenti, in contrasto con le norme vigenti. Per il testo integrale dell’interpellanza, si rimanda al documento originale. ( pagina 36 e 37)
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