Riceviamo e pubblichiamo. Sorical, il concorso sparisce quando emerge il vincitore scomodo, l’avv Maximiliano Granata: il caso che scuote la Calabria.

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CATANZARO – Prima il vincitore viene travolto dall’accertata mancanza dei requisiti. Poi emergono ulteriori anomalie nella graduatoria. Infine, quando la procedura sembra destinata a consegnare l’incarico all’unico candidato rimasto legittimamente in corsa, la selezione viene cancellata con un colpo di penna.

È questa, in estrema sintesi, la vicenda che sta mettendo Sorical al centro di uno dei contenziosi più esplosivi degli ultimi anni.

Una storia che pone interrogativi inquietanti: perché una procedura viene annullata soltanto quando diventa evidente chi dovrebbe esserne il beneficiario? Perché nessuno si accorge della necessità di sopprimere il posto durante mesi di selezione e se ne accorge improvvisamente dopo una diffida formale? E soprattutto: perché la “riorganizzazione” arriva esattamente nel momento in cui la società avrebbe dovuto assumere?

La cronologia che pesa come un macigno

Le date raccontano una storia che difficilmente può essere liquidata come una coincidenza.

28 maggio 2026: l’Avv. Maximiliano Granata diffida Sorical.

11 giugno 2026: Sorical annulla integralmente la procedura.

Tredici giorni.

Non mesi. Non anni.

Tredici giorni.

Per il ricorrente non si tratta di una casualità ma della prova più evidente che la società abbia scelto la strada più semplice: eliminare il problema cancellando il concorso.

Quando il posto non serve più… proprio nel momento in cui bisogna assegnarlo

La motivazione ufficiale parla di revisione del modello organizzativo e di risparmi per oltre 490 mila euro.

Ma la domanda è inevitabile.

Se quel ruolo era davvero inutile, perché è stato bandito?

Perché è stata istituita una commissione?

Perché è stata formata una graduatoria?

Perché è stato individuato un vincitore?

E soprattutto: perché il posto diventa improvvisamente superfluo soltanto dopo che vengono alla luce le criticità che avrebbero dovuto portare allo scorrimento della graduatoria?

Sono interrogativi ai quali il processo tenterà di dare risposta.

Il paradosso dell’amministratore che annulla la graduatoria

C’è poi un passaggio che rischia di diventare il punto più delicato dell’intera vicenda.

L’atto di annullamento è stato firmato dall’Amministratore Delegato.

Secondo quanto sostenuto negli atti giudiziari, lo stesso soggetto figurava nella graduatoria della selezione e, dopo l’annullamento, alcune delle funzioni della direzione AFC sarebbero state concentrate proprio in capo all’Amministratore Delegato.

Una circostanza che, se confermata, aprirebbe scenari difficili da ignorare.

Perché nessuna organizzazione sana può permettersi che chi trae beneficio da una decisione sia anche colui che la adotta.

Un concorso cancellato o un diritto cancellato?

È questo il vero cuore della battaglia giudiziaria.

Per Sorical si sarebbe trattato di una scelta organizzativa.

Per il ricorrente, invece, di qualcosa di molto diverso: la cancellazione di una procedura ormai giunta al traguardo per evitare che producesse il risultato che avrebbe dovuto produrre.

Se il Tribunale dovesse condividere questa impostazione, la vicenda assumerebbe contorni estremamente gravi.

Non si parlerebbe più di una semplice riorganizzazione aziendale.

Si parlerebbe della possibile eliminazione di una selezione pubblica nel momento esatto in cui il suo esito stava diventando inevitabile.

Una questione che riguarda tutti

La causa non interessa soltanto le parti coinvolte.

Riguarda il significato stesso delle procedure selettive nelle società pubbliche.

Perché se una graduatoria può essere azzerata quando individua la persona “sbagliata”, allora viene meno il principio fondamentale su cui si fondano trasparenza, imparzialità e meritocrazia.

Per questo il processo di Catanzaro va ben oltre il destino professionale di un singolo candidato.

Sul banco delle parti, prima ancora della determina contestata, c’è la credibilità dell’intero sistema.

E la domanda che molti oggi si pongono è semplice quanto scomoda:

la procedura è stata annullata perché il posto non serviva più oppure perché il candidato che aveva diritto ad occuparlo era diventato impossibile da ignorare?

 

 

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