Il Tribunale di Catanzaro nel ricorso cautelare proposto dall’avvocato Maximiliano Granata, difeso dall’avv. Luigi Monaco, nei confronti di Sorical, ha evidenziato un dato giuridico chiarissimo: il Tribunale ha ritenuto insussistente, nella fase cautelare, il periculum in mora e, proprio per questo, ha dichiarato assorbita ogni valutazione sul fumus boni iuris, rinviandola alla sede di merito.
Nessuna pronuncia ha dichiarato legittimo nel merito l’annullamento della procedura. Nessun giudizio definitivo è stato espresso sulla posizione dei candidati che precedevano Granata.
Ed è proprio qui che la vicenda diventa ancora più interessante. La questione non è affatto chiusa.
Granata aveva partecipato alla selezione per il posto di Direttore Amministrazione, Finanza e Controllo di Sorical, risultando idoneo e collocandosi in graduatoria dopo Andrea Papaleo, Maurizio Nicolai e Filomena Maria Luisa Curatola.
Successivamente, Sorical ha disposto il recesso dal contratto con Papaleo, riconoscendo la carenza originaria dei requisiti essenziali.
Granata ha quindi sostenuto una tesi precisa: una volta eliminati dalla graduatoria i candidati che non avrebbero dovuto precederlo, egli sarebbe risultato l’unico candidato utilmente collocabile.
Una questione che, allo stato dell’ordinanza cautelare, non è stata decisa nel merito.
E Sorical cosa fa?
Qui emerge il punto politicamente e giuridicamente più delicato.
Dopo l’evoluzione della procedura e le contestazioni sollevate, Sorical ha annullato l’intera selezione con la Determina dell’11 giugno 2026, richiamando la clausola dell’avviso che le consentiva di non dare corso alla procedura o di revocarla, sospenderla o modificarla.
Ma una clausola di salvaguardia non può trasformarsi in una zona franca dall’obbligo di motivare e di agire correttamente.
Il vero interrogativo resta dunque: perché annullare una procedura già conclusa con una graduatoria e quali sono le ragioni concrete che hanno portato a questa decisione?
È questo che dovrà essere chiarito nel giudizio di merito.
La vicenda di Granata non può essere cancellata con un colpo di spugna.
Sorical chiarisca tutto.
La società dovrà ora confrontarsi con le questioni sostanziali della vicenda.
Bisognerà comprendere fino in fondo le ragioni dell’annullamento della procedura, verificare la ricostruzione dei requisiti dei candidati e chiarire ogni circostanza relativa alla posizione di Direttore Amministrazione, Finanza e Controllo.
Granata ha già annunciato, nei fatti, di voler andare avanti. E fa bene.
Perché quando una procedura selettiva viene prima conclusa, poi emergono contestazioni sui requisiti di alcuni candidati e successivamente l’intera procedura viene annullata, il minimo che si deve ai cittadini è trasparenza assoluta. Non servono scorciatoie. Non servono silenzi.
Non servono atti amministrativi utilizzati come un muro dietro il quale nascondere le responsabilità.
Servono documenti, motivazioni e risposte.
Granata non arretra.
La vicenda giudiziaria non si chiude con questa ordinanza.
Il Tribunale ha lasciato espressamente al giudizio di merito la valutazione sulla fondatezza della posizione di Granata.
Per questo oggi la parola passa al merito.
Maximiliano Granata in questa prima fase cautelare non ha ricevuto una pronuncia che abbia dichiarato infondata la sua pretesa sostanziale.
La partita, dunque, resta aperta.
E Sorical dovrà rispondere nel merito delle proprie scelte. Il 19 gennaio 2027, chiederemo che la causa venga mandata in decisione.
Perché la trasparenza nelle selezioni e nelle società a controllo pubblico non è una concessione: è un dovere.
E quando ci sono dubbi su una procedura pubblica o para-pubblica, la risposta non può essere il silenzio.
Deve essere la verità documentata.
Avv. Maximiliano Granata
pianainforma.it PianaInforma.it, tutte le notizie, i reportage, i documentari sulla piana di Gioia Tauro. Una vera WebTV. Resta informato sui principali eventi della piana. Seguici anche su facebook e twitter.