Rifondazione Comunista Cosenza: la “generazione Gaza” si è espressa nelle urne, NO alle guerre, all’autoritarismo, alle grandi opere inutili, al carovita.

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Una regione piegata da anni di mala gestione, dove il governo regionale guidato da Roberto Occhiuto
continua a non dare risposte concrete ai problemi reali delle persone, ha dato un segnale chiaro. Anche le
ambiguità di una classe politica, soprattutto nelle amministrazioni locali alle nostre latitudini sempre in
bilico tra centro-destra e centro-sinistra, sono state stanate e giudicate politicamente dai cittadini e dalle
cittadine. A Cosenza e a Rende, nonostante le timidezze delle amministrazioni “socialiste”, il No ha
registrato risultati quasi plebiscitari. Le logiche clientelari, tipiche del centro-destra per ammissione stessa
dei loro esponenti e drammaticamente così comuni nei nostri territori, non hanno funzionato e non sono
servite nella partita referendaria. I calabresi e le calabresi, quando liberati dal ricatto economico e sociale,
votano liberamente per la difesa dei diritti sociali e civili.
Intanto la sanità calabrese resta in condizioni drammatiche: ospedali carenti, liste d’attesa infinite, diritto
alla cura negato. Le infrastrutture sono ferme: strade insicure, trasporti inefficienti, isolamento che frena
sviluppo e lavoro. E mentre il territorio è fragile e continuamente esposto a frane, alluvioni e incendi,
manca una vera politica di prevenzione e messa in sicurezza. Mentre chi governa progetta grandi opere
inutili come il Ponte, i calabresi e le calabresi hanno ben chiaro che le proprie esigenze sono da tutt’altra
parte.
È un referendum che rappresenta anche il riscatto di chi è costretto a lavorare o a studiare lontano dalla
nostra regione: il dato sul voto giovanile, grandemente orientato sul NO, consegna le forze politiche che
hanno sostenuto questo sabotaggio della costituzione ad un passato lugubre di clientelismo,
prevaricazione degli interessi personali su quelli collettivi, mala-gestione.
La generazione che tra settembre e ottobre ha riempito le piazze della Calabria e di tutta Italia per la causa
palestinese ha dato un segnale chiaro di ricomposizione politica: il progetto dei nuovi tecno-feudatari del
pianeta, amici del governo Meloni, è coerentemente contrario alla vita democratica e civile dei popoli di
tutto il mondo. L’imponente risposta che è arrivata con il referendum sulla giustizia ha unito nelle urne
questo movimento giovanile con una componente più adulta mossa da un profondo senso di
responsabilità verso la Costituzione e la democrazia.
È il momento di trasformare questo segnale in mobilitazione e presenza nei territori, nelle città, nelle
comunità. Invitiamo per questo tutte e tutti a partecipare sabato 28 marzo a Roma alla manifestazione
nazionale NO KINGS contro il riarmo e la guerra, in contemporanea con gli Stati Uniti e altre capitali
europee.
Rifondazione Comunista – Federazione provinciale di Cosenza

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